Il Papa ecologista: basta sprechi

Tirannia del denaro e dello scarto. Si butta il cibo, si buttano via gli anziani. I soldi hanno sostituito gli uomini nel custodire la terra. I bimbi che muoiono di fame, i senzatetto e i poveri non fanno notizia, sono notizia invece i punti degli indici di borsa. È forte l'indignazione di papa Francesco che, dedicando l'intera catechesi dell'udienza generale alla Giornata mondiale dell'Onu per l'ambiente, ha chiesto una inversione di rotta, dalla «cultura dello spreco» a quella della «solidarietà e dell'incontro»

Tirannia del denaro e dello scarto. Si butta il cibo, si buttano via gli anziani. I soldi hanno sostituito gli uomini nel custodire la terra. I bimbi che muoiono di fame, i senzatetto e i poveri non fanno notizia, sono notizia invece i punti degli indici di borsa. È forte l'indignazione di papa Francesco, il leader della chiesa cattolica, che, dedicando l'intera catechesi dell'udienza generale alla Giornata mondiale dell'Onu per l'ambiente, ha chiesto una inversione di rotta, dalla «cultura dello spreco» a quella della «solidarietà e dell'incontro». E ha invitato, accanto alla «ecologia dell'ambiente», a realizzare una «ecologia della persona umana».
Davanti a oltre 70.000 persone che gremivano piazza San Pietro e dopo il consueto giro in papamobile durante il quale ha stretto tantissime mani, baciato molti bimbi e scambiato lo zucchetto con diversi fedeli, il papa ha alternato frasi a braccio al testo preparato, basato sul racconto biblico della creazione e sull'insegnamento di Benedetto XVI circa l'ambiente.
«I soldi comandano - ha osservato - ma Dio nostro Padre ha dato il compito di custodire la terra non ai soldi ma a noi, gli uomini e le donne, noi abbiamo questo compito. Se muore una persona non è notizia, se tanti bambini non hanno da mangiare non è notizia, sembra normale, non può essere cosi».
«Non abituiamoci al superfluo e allo spreco di cibo» ha detto ricordando che «i nostri nonni» non sprecavano il cibo, spiegando che non si può ignorare la povertà, i «senzatetto», i «barboni», che le persone non devono essere «scartate come i rifiuti»: la «cultura dello scarto tende a diventare una mentalità comune, che contagia tutti».
«Vorrei - ha esortato il papa latinoamericano - che prendessimo l'impegno contro la cultura dello spreco, per una cultura della solidarietà e dell'incontro».
Si cura la terra, ha ammonito, «perché dia frutto e perché questo frutto sia condiviso: è una indicazione di Dio data non solo all'inizio della storia ma a ciascuno di noi, è parte del suo progetto, vuole dire far crescere il mondo con responsabilità, farlo crescere perché sia un giardino abitabile per tutti».
Si dimentica la persona, ha spiegato il pontefice, perché «quello che comanda è il denaro».
Con la moltiplicazione dei pani e dei pesci, ha ricordato Jorge Mario Bergoglio, Gesù riempie 12 ceste, 12 come le tribù di Israele, cioè «tutto il popolo: questo ci dice che quando il cibo viene condiviso equamente, nessuno è privo del necessario, ogni comunità può venir incontro ai bisogni dei poveri».
Nella messa a santa Marta il papa aveva spiegato che le persone che soffrono non sono «statistiche» e invitato a una preghiera e una presenza «di carne» alle persone che soffrono.
Prima dell'udienza, rivolto ai responsabili delle organizzazioni caritative impegnate in Siria, ha rinnovato il suo appello perché «tacciano le armi» in quella terra.
Nel corso dell'udienza il pontefice ha ricevuto in dono una immagine della Madonna cagliaritana di Bonaria, ha benedetto la fiaccola della pace, che è in viaggio verso l'Umbria e le Marche e ha indossato per qualche secondo il cappellino verde del tedoforo. Prima e dopo la catechesi, consueto scambio di zucchetto con vari fedeli e, prima di rientrare in Vaticano, mezz'ora di saluti con i malati radunati vicino all'Arco delle campane.

comments powered by Disqus