Piemonte / Giustizia

Mottarone, si allungano i tempi del processo: il gup restituisce il fascicolo alla procura

Tragedia della funivia (14 morti il 23 maggio del 2021), si torna alla fase della chiusura indagini e l'udienza preliminare dovrà essere di nuovo celebrata: in tribunale a Verbania  scontro sulle ipotesi di reato, con i pm contrari alla richiesta del gup di modificare i capi d'imputazione escludendo le aggravanti dell'antinfortunistica e la sussistenza di reati dolosi

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VERBANIA. L'udienza preliminare per l'incidente del Mottarone, in cui tre anni e mezzo fa morirono 14 persone nel 2021, dovrà essere celebrata di nuovo da capo. Oggi, nel corso dell'udienza, il gup Rosa Maria Fornelli non ha revocato la propria ordinanza e ha restituito il fascicolo al procuratore Olimpia Bossi e al pm Laura Carrera.

Prima dell'estate era attesa la decisione del giudice sulla richiesta di rinvio a giudizio degli imputati da parte della Procura di Verbania.

Il giudice ha anche rigettato le eccezioni sollevate dalle difese. A questo punto, il procedimento per l'incidente nell'impianto funiviario di Stresa, avvenuto il 23 maggio del 2021, dovrebbe tornare indietro alla fase della chiusura delle indagini e di una nuova richiesta di rinvio a giudizio, con la fissazione di una seconda udienza preliminare.

La prima udienza preliminare si era aperta il 17 gennaio: dieci mesi più tardi, dopo due ore in camera di consiglio, oggi la giudice Fornelli ha deciso di restituire gli atti alla procura. Una regressione nel processo attesa, dopo che nelle scorse udienze in tribunale a Verbania era andato in scena uno scontro sulla formulazione delle ipotesi di reato, con i pm che si erano opposti alla richiesta formulata dal gup di modificare i capi d'imputazione escludendo le aggravanti dell'antinfortunistica e la sussistenza dei reati dolosi.

Il 18 giugno, la procura di Verbania aveva chiesto sette rinvii a giudizio: per Luigi Nerini, il titolare della società che gestiva l'impianto di risalita di Stresa, per l'allora caposervizio Gabriele Tadini, per il direttore d'esercizio Enrico Perocchio, per Martin Leitner, vicepresidente di Leitner, per Peter Rabanser, responsabile del customer service, e per le due società Ferrovie del Mottarone e Leitner.

Nei confronti del presidente del cda di Leitner, Anton Seeber, aveva invece avanzato richiesta di proscioglimento per mancanza di elementi, non avendo lo stesso le deleghe societarie sugli impianti a fune.

Un mese più tardi, il 23 luglio, anziché decidere sulle richieste formulate dalla procura, la gup aveva chiesto ai pm di modificare i capi d'imputazione, richiesta alla quale, nell'udienza del 12 settembre, la procura si è opposta, sostenendo che il giudice dell'udienza preliminare non abbia "il dominio incontrastato" sulla "qualificazione giuridica dei fatti (...) che comporti una riduzione delle constatazioni" e che non abbia poteri tali "da comportare situazioni in cui in cui il pubblico ministero, al fine di evitare la restituzione degli atti e la regressione del procedimento, si trovi, di fatto, costretto a stravolgere l'impianto accusatorio".

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Si è arrivati dunque a oggi e a una svolta che allungherà notevolmente i tempi.

"Siamo in una fase nuova, inesplorata: abbiamo una regressione del procedimento, come se l'udienza preliminare non ci fosse più, ma una richiesta di rinvio a giudizio con dei capi d'imputazione, che sono stati oggetto di critica, che rimane sul tavolo. Vedremo che cosa farà la procura", ha detto l'avvocato Andrea Da Prato, difensore del direttore d'esercizio Enrico Perocchio, al termine dell'udienza preliminare odierna nella quale il gup ha restituito il fascicolo alla procura, dopo che i pm nell'ultima udienza non avevano accolto la richiesta di riformulare le ipotesi di reato.

Da Prato ha spiegato che il gup Rosa Maria Fornelli ha respinto due eccezioni: quella "di separare alcuni capi d'imputazione, lasciandoli alla competenza di questo giudice, e quella di una difesa che pretendeva la nullità della richiesta di rinvio a giudizio".

L'avvocato Marcello Perillo, difensore di Gabriele Tadini, il caposervizio dell'impianto funiviario del Mottarone, commenta: "Il pm, nella sua memoria, ha tratteggiato aspetti tecnici lodevoli: non è sbagliato quello che dice, però attualmente la norma è così e sono convinto che oggi il giudice abbia preso la decisione giusta. Noi siamo convinti che l'aspetto infortunistico del lavoro non sussista. Il pm invece è convinto di sì. È quello che si chiama contraddittorio, l'emblema del processo giusto: le parti fanno il loro lavoro e poi un giudice decide qual è la soluzione migliore".

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