Il centro Italia e il conflitto con i lupi: attacchi a bestiame e bocconi avvelenati
Capi di bestiame attaccati, un 90enne certo di essere stato inseguito, un cane sbranato e la paura che la situazione possa andare in escalation: l'Italia centrale sta vivendo un periodo conflittuale con il lupo. A finire vittima, però, sono stati degli animali domestici: tre cani sono stati avvelenati con delle esche anti-lupo durante una passeggiata nel piacentino
RIMINI. Coinvolto anche un uomo negli attacchi degli ultimi giorni da parte di lupi sempre più confidenti: si tratta di un allevatore 90enne che, nel tentativo di proteggere il proprio bestiame, sarebbe stato inseguito dagli animali dopo aver assistito in prima persona a un attacco, avvenuto nei giorni scorsi al confine tra Italia e San Marino.
Non si tratta però dell’unico episodio che ha interessato il Riminese: esattamente una settimana fa, un cane è stato sbranato da un branco di lupi, sempre a Rimini. Tobia, il cane dell’ex consigliera comunale del PD, Milena Falcioni, era riuscito ad allontanare uno degli esemplari la mattina dello stesso giorno, dopo averlo individuato mentre rovistava nei bidoni dei rifiuti dell’abitazione.
Il periodo di conflitto è evidente: non solo per la crescente presenza di lupi confidenti, ma anche per le reazioni di chi si sente minacciato. Eclatante il caso dei tre cani avvelenati ieri con esche anti-lupo - vietate dalla Legge n. 968 del 1977 - durante una passeggiata a Vernasca, in località Farina (Piacenza).
Proprio le esche erano finite al centro della bufera mediatica trentina lo scorso febbraio, in seguito alla morte sospetta di quattro lupi. A supportare questa ipotesi, anche alcuni cartelli con un messaggio minaccioso: "Non potendo eliminare i legislatori, avveleneremo i lupi."