Lavoro

Sanità, firmato il contratto per 581mila lavoratori: aumenti fino a 172 euro al mese

Definito il rinnovo del contratto 2022-2024 per il comparto sanità: 581mila tra infermieri, ostetriche e amministrativi interessati. Sindacati divisi sulla firma, con Cgil e Uil che parlano di intesa “al ribasso”, mentre il Governo guarda già al prossimo contratto

ROMA. Via libera definitivo al contratto nazionale della sanità pubblica per 581 mila lavoratrici e lavoratori tra infermieri, ostetriche e personale amministrativo. Dopo mesi di trattativa, è arrivata la firma ufficiale all’Aran sul Ccnl 2022-2024: hanno sottoscritto l’accordo Nursind e Nursing Up, mentre Cgil e Uil hanno confermato il loro no, già espresso a giugno in sede di preintesa.

Gli aumenti medi previsti vanno da 150 a 172 euro mensili, con incrementi più consistenti per le indennità di pronto soccorso, che potranno raggiungere anche i 500 euro. «Un momento importante quello della firma definitiva – ha commentato Andrea Bottega, segretario nazionale di Nursind – perché apre la strada alla prossima tornata 2025-2027. L’obiettivo è chiudere entro il 2026, così da ridurre la perdita di potere d’acquisto causata dall’inflazione».

Diversa la posizione della Cgil Funzione Pubblica, che parla di «un contratto al ribasso che mortifica le lavoratrici e i lavoratori della sanità pubblica e li impoverisce», denunciando «una perdita media di 172 euro rispetto al costo della vita e un arretramento anche in termini normativi».

Soddisfatto invece il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, che ha definito la firma «un risultato importante per il settore». «La trattativa è stata complessa – ha spiegato – ma ora possiamo guardare al nuovo contratto 2025-2027 per dare continuità alla contrattazione. Gli aumenti medi sono di circa 170 euro mensili e gli arretrati sono rilevanti, vista la firma nel 2025».

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