Il caso

Bimbo trapiantato, anche l'ipotesi di falso per due medici indagati: "Modificata la cartella clinica"

La Procura di Napoli ha chiesto una misura interdittiva per entrambi: il cardiochirurgo Guido Oppido, che ha eseguito il trapianto, e la seconda operatrice Emma Bergonzoni

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NAPOLI

NAPOLI. Avrebbero modificato la cartella clinica di Domenico Caliendo, il bimbo morto in seguito al trapianto di cuore: la procura di Napoli contesta una nuova accusa - il reato di falso - a due dei sette medici dell'ospedale Monaldi già indagati per la morte del piccolo. Si tratta del cardiochirurgo Guido Oppido, il medico che ha eseguito il trapianto, e della seconda operatrice Emma Bergonzoni: per entrambi è stata chiesta al Gip una misura interdittiva ed entrambi, secondo quanto si è appreso, verranno ascoltati a fine mese.

Secondo gli inquirenti (pm Giuseppe Tittaferrante, procuratore aggiunto Antonio Ricci) riguarderebbero in particolare modifiche agli orari di arrivo del cuore da Bolzano a Napoli. Ai due medici viene già contestato il reato di omicidio colposo in concorso.

In particolare, secondo gli inquirenti, ci sarebbero delle inesattezze riguardanti gli orari dell'arrivo del cuore da Bolzano a Napoli, e dell'inizio dell'espianto dell'organo malato dal petto del piccolo Domenico. Il cardiochirurgo Guido Oppido è difeso dagli avvocati Alfredo Sorge e Vittorio Manes, mentre la dottoressa Bergonzoni da Vincenzo Maiello. Le criticità emerse dall'analisi della cartella clinica riguardano soprattutto l'orario dell'arrivo del cuore in sala operatoria coincidente con le fasi propedeutiche al trapianto: questi orari non sarebbero stati confermati da alcuni sanitari ascoltati come persone informate dei fatti. 

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