Morta nel 1979 e riesumata, 'i suoi resti bloccati all'obitorio da 2 anni'

Nel 2021 sono state riaperte le indagini. La famiglia: 'vorremmo tornare sulla sua tomba'

VICENZA

(ANSA) - VICENZA, 21 OTT - A due anni dall'esumazione del corpo di Nadia Chiarello, 17enne morta in circostanze misteriose nel 1979, i suoi resti sono ancora bloccati all'istituto di medicina legale di Padova. Come riporta il Giornale di Vicenza tramite le parole della legale Chiara Parolin, "la famiglia vorrebbe poter riavere il corpo di Nadia per poter tornare sulla sua tomba". La giovane, originaria di Nogarole, nel Vicentino, fu trovata senza vita lungo una strada provinciale 42 anni fa, davanti alla conceria dove lavorava come impiegata. Il corpo fu rinvenuto in un fossato dieci giorni dopo la sua scomparsa da casa. Il caso allora era stato archiviato come incidente stradale, ma la famiglia non ha mai smesso di chiedere la verità, sostenendo che ci fosse sotto dell'altro. Nel 2021 la procura di Vicenza ha riaperto il fascicolo e due anni fa è stata disposta ed eseguita la riesumazione del corpo. Da allora i suoi resti si trovano ancora all'istituto di medicina legale. "Da due anni la salma si trova all'obitorio, nonostante gli esami dei periti si siano conclusi", sottolinea la legale dei familiari. "Se le indagini sui resti sono terminate, e su questo ci aspettiamo una risposta da parte della procura, è doveroso dare loro degna sepoltura. La mamma, anziana, ha espresso la volontà di vedere sua figlia sepolta, prima di morire". La famiglia ha sempre sostenuto che Chiara sia stata uccisa. (ANSA).

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