Paolo Fresu, 'i giovani vanno ascoltati, li incontrerò nei licei a Bologna'

'Ho un figlio di 18 anni, hanno coscienza critica ma il dibattito si ferma al vandalismo'

BOLOGNA

(ANSA) - BOLOGNA, 23 OTT - "Molti giovani di oggi, seppure non la totalità, sembrano camminare più velocemente di noi e dimostrano una coscienza critica che, alla loro età, forse noi non avevamo. Sanno dialogare, discernere, farsi domande". E "come sempre, il dibattito rischia di fermarsi al vandalismo e alla devastazione". Per questo, "nei mesi di gennaio, febbraio e marzo, mi metto volontariamente a disposizione, compatibilmente con i miei impegni, per incontrare gli studenti dei licei di Bologna". Scrive così, in un lungo post pubblicato sulla sua pagina Facebook, il trombettista Paolo Fresu, esprimendosi sulle proteste di piazza in diverse città italiane: "Ciò che sta accadendo in questi giorni è anche una risposta a una situazione sempre più disastrosa e iniqua nel nostro Paese", sostiene, aggiungendo più avanti che "se una minoranza può rendersi protagonista di gesti violenti, la maggior parte di questi ragazzi è disperatamente viva, consapevole, inquieta e critica nei confronti di un sistema che noi stessi abbiamo contribuito a costruire. Se - scrive Fresu - non sapremo fermarci a riflettere e, soprattutto, ad ascoltare il loro grido, avremo perso un'occasione preziosa di crescita e di costruzione collettiva". Ricordando di essere lui stesso "padre di un diciottenne", il trombettista sottolinea che suo figlio "ha le idee chiare sul presente". "Io sono profondamente affascinato dalla sua generazione. Una generazione che ha ereditato un mondo — quello che noi le stiamo lasciando — consumato, imperfetto, ferito e usurato", dice ancora Fresu, che alla fine del post allega anche la sua mail: "per chi fosse interessato" a scrivergli. (ANSA).

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