Alluvione Firenze, Consiglio comunale straordinario per gli Angeli del fango

Il 3 novembre, vigilia del 60/o anniversario

FIRENZE

(ANSA) - FIRENZE, 24 OTT - Arrivarono a Firenze da tutto il mondo e si misero al lavoro per salvare libri e opere d'arte, aiutando una città devastata dall'acqua. Sessant'anni dopo, il 3 novembre alle 17.30, gli Angeli del fango saranno accolti nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio per il Consiglio comunale straordinario 'Angeli del fango, ieri e oggi', dedicato alle loro testimonianze. Su invito del presidente del Consiglio comunale Cosimo Guccione, parteciperà anche un gruppo di ragazzi che si sono impegnati a spalare il fango dopo l'alluvione di Campi Bisenzio del 2023. La seduta è una delle iniziative pensate per il sessantesimo anniversario dell'alluvione del 4 novembre 1966. "Firenze è la città dei fiorentini, ma appartiene al mondo intero. Gli Angeli del fango lo dimostrarono con il loro impegno, arrivando da ogni parte del mondo per aiutare una città devastata dall'alluvione - ha sottolineato la sindaca Sara Funaro -. A loro va ancora oggi la nostra gratitudine. Accoglierli in Palazzo Vecchio significa riconoscere il valore di una comunità che sa unirsi e intervenire nell'emergenza, una lezione che continua a vivere nel lavoro quotidiano di tanti volontari della protezione civile comunale. I cambiamenti climatici rendono questo impegno sempre più necessario e ci chiedono di rafforzare la prevenzione e la conoscenza dei rischi. Ricordare ciò che accadde sessant'anni fa significa anche trasmettere alle nuove generazioni quella capacità di partecipare e di prendersi cura degli altri". "Ho voluto invitare anche i ragazzi che hanno spalato il fango a Campi Bisenzio nel 2023 - ha spiegato Guccione - perché questo incontro metta a confronto esperienze di solidarietà che attraversano le generazioni. Nel 1966 tanti giovani arrivarono qui e si misero al lavoro: lo stesso senso di responsabilità si ritrova in chi ha dato una mano a Campi. Il Consiglio guarda anche al futuro del rapporto tra Firenze e l'Arno, sul quale stanno lavorando tre commissioni consiliari: dalla sicurezza idraulica alla navigabilità, dai percorsi lungo le rive alla valorizzazione del fiume come elemento di unione tra territori e comunità. Ricordare l'alluvione significa anche interrogarsi su come prenderci cura della città e affrontare le sfide dei cambiamenti climatici". (ANSA).

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