Studente polo penitenziario UniTo, 'il passato non decide il tuo futuro'

Primo intervento ufficiale all'inaugurazione dell'anno accademico

TORINO

(ANSA) - TORINO, 26 OTT - "Studiare in carcere non è facile, ma per noi è molto importante, ci permette di dare un senso al tempo passato lì e di dare al nostro futuro un progetto per la nostra esistenza. Il tuo passato può spiegare da dove vieni ma non deve decidere dove stai andando, gli esseri umani possono cambiare. E oggi sono qui perché mi sono rifiutato di credere che il mio passato fosse l'ultimo capitolo della mia vita". Con queste parole Endurance Emiowele, studente della facoltà di Global Law del Polo universitario penitenziario, si è rivolto alla platea della cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico dell'Università di Torino. È la prima volta che a uno studente del Polo Universitario viene affidato uno dei discorsi ufficiali. Arrivato in Italia dalla Nigeria quando aveva 17 anni, gli è stato negato il permesso di soggiorno per motivi di asilo "perché la mia storia non è stata creduta - racconta -. Ci sono stati momenti in cui ho vissuto in strada, in cui non avevo da mangiare, sono stato sfruttato e in cui ho preso delle decisioni di partecipare a situazioni non legali. Non ne sono orgoglioso e l'ho fatto perché cercavo di sopravvivere e lo racconto perché fa parte della mia storia". A 22 anni, poi, l'arresto. "Per alcune persone quello avrebbe potuto essere la fine della mia storia - dice ,- per me invece non lo era: è diventato il luogo dove ho scoperto che la mia storia non doveva necessariamente finire lì, ho scoperto che potevo cambiare, potevo imparare e diventare qualcosa di diverso da quello che era stato. Ho cominciato a studiare - dice ancora -, ho iniziato dalle medie e adesso sono all'ultimo anno dell'università, spero di laurearmi e di fare la magistrale. I libri mi hanno aperto gli occhi, l'istruzione mi ha mostrato possibilità che prima non ero mai riuscito a vedere". (ANSA).

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