Demoskopika, giovani in piazza, indignazione per caro vita davanti a tutto

Orientamenti dei ragazzi su video e social

ROMA

(ANSA) - ROMA, 27 OTT - Una Generazione Z che sostiene la mobilitazione, si indigna più di quanto abbia paura e mette il costo della vita davanti a tutto. Secondo l'analisi di Demoskopika, 'l'Indice di Tensione Giovanile', che misura da 0 a 100 il grado di tensione espresso negli spazi digitali frequentati dai giovani, vale 40,8 punti nel periodo osservato, dall'8 al 25 ottobre 2026: una tensione moderata, che il 21 ottobre tocca la soglia della tensione alta. La maggioranza (61,6%) sostiene la protesta, una minoranza consistente (17,3%) la contesta, quota che su Instagram sale al 32,2%. E' quanto emerge dallo studio "Giovani in piazza. Orientamenti, preoccupazioni ed emozioni dei giovani in rete" dell'Istituto Demoskopika, che ha analizzato 24.060 contenuti pubblici diffusi fra l'8 e il 25 ottobre 2026, 3.383 video e post di TikTok e Instagram, 9.817 commenti e 10.860 post di X, ha letto e classificato uno per uno un campione di 2.000 commenti e ha integrato l'analisi con le ricerche su Google Trends, a livello nazionale e regionale. "I dati raccontano una Generazione Z mobilitata ma non compatta, che in rete si indigna più di quanto abbia paura - dichiarano i ricercatori di Demoskopika -. La tensione resta su livelli moderati e tocca il valore più alto all'indomani del decreto sicurezza, ma il dato più eloquente non è quanto i giovani siano tesi, è di che cosa parlano: soprattutto del costo della vita e dell'istruzione, poi del lavoro e della violenza, quasi mai del futuro. C'è poi un segnale che va oltre i numeri. Sembrerebbe che la Generazione Z stia prendendo coscienza che i social, da soli, non siano più sufficienti a difendere valori e idee e a proporre cose nuove, e che una voce soltanto digitale venga ascoltata sempre meno. Per questo torna alla piazza e alle forme concrete della partecipazione. Ma lo fa a modo suo: a differenza dei propri genitori, non sceglie fra virtuale e reale, usa la rete come leva per convocare, chiamare a raccolta, portare le persone in strada. Lo schermo non sostituisce più la piazza: la prepara. Resta da capire - concludono i ricercatori - se si tratti di un'evoluzione consapevole o di una reazione legata a questa stagione di mobilitazione. A dirlo non sarà tanto la durata della protesta, quanto la capacità di continuare a usare la rete per riprendere protagonismo nella realtà". (ANSA).

comments powered by Disqus