Zecchillo e Procacci, l'esperto e la nuova leva morti in Bosnia

Rappresentavano la storia e la nuova generazione della Croce rossa italiana

MILANO

(ANSA) - MILANO, 30 OTT - Un tecnico con oltre quarant'anni di esperienza nella Croce Rossa e una laureanda in medicina che dallo scorso maggio si era arruolata: il tenente Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci, morti nell'elicottero precipitato in Bosnia, rappresentavano la storia e la nuova generazione della Croce rossa italiana. Trentaduenne, Procacci faceva riferimento al IX Centro di Mobilitazione di Roma. Laureanda in Medicina e Chirurgia alla Sapienza, dalla Cri, hanno spiegato che "aveva maturato una solida preparazione nella gestione del paziente critico e della traumatologia. qualificata come soccorritrice Tssa, operatrice mine risk education e operatrice forward Medevac, aveva svolto anch'essa il percorso specialistico pre-impiego per la missione Eufor Althea". Zecchillo era entrato nel corpo militare nel 1984 e apparteneva al III Centro di Mobilitazione di Milano, città dove viveva. Nato nel 1961, avrebbe compiuto domani 65 anni. Era in pensione dal 2022, dopo aver a lungo lavorato all'ospedale di Legnano dove come tecnico perfusionista aveva contribuito alla creazione a fine anni Novanta della cardiochirurgia dell'ospedale di Legnano. Infermiere e Tecnico di Fisiopatologia Cardiocircolatoria e Perfusione Cardiovascolare era anche docente all'università dell'Insubria. La Cri ricorda che "aveva affiancato all'esperienza clinica un'intensa attività accademica come docente universitario, relatore e autore di pubblicazioni scientifiche. Nel suo percorso nel Corpo aveva partecipato ai percorsi addestrativi pre-impiego per l'Operazione Eufor Althea a Sarajevo e alle attività di formazione nel settore Medical Evacuation". L'addestramento specialistico del personale Cri destinato alle missioni internazionali prevede un percorso complesso che viene svolto al Centro di Formazione Aves di Viterbo, che è polo di riferimento per la preparazione degli equipaggi di evacuazione sanitaria. Include fasi teorico-pratiche approfondite e un periodo di integrazione operativa con le Forze Armate, che culminano appunto in esercitazioni complesse in scenari notturni. Zecchillo e Procacci avevano conseguito l'abilitazione specialistica per l'impiego negli assetti di evacuazione sanitaria dopo aver completato con successo il 39° Corso Medevav nel mese di luglio. Attualmente, la Croce Rossa Italiana garantisce la propria presenza in Bosnia-Erzegovina nell'ambito della missione Eufor Althea con due team sanitari avvicendati in turni di 30 giorni: un assetto a supporto della struttura Role 1 presso la Base di Butmir e un team dedicato alla Medical Evacuation a sostegno della componente aerea. E al momento non sono programmate ulteriori missioni estere per il personale Cri. (ANSA).

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