Attivista fermato in Cisgiordania, 'picchiati e umiliati in carcere'
'Prima notte senz'acqua e cibo, ogni 20 minuti venivano a svegliarci'
(ANSA) - BRESCIA, 08 NOV - "Ci hanno perquisito, interrogato, scannerizzato e denudato, senza mai darci la possibilità di parlare con un avvocato". È il racconto di Marco Cola, uno dei due attivisti bresciani fermati venerdì dalle autorità israeliane in Cisgiordania insieme alla compagna Paula Jesus e ad altri quattro italiani, mentre raccoglievano olive in un campo palestinese a una ventina di chilometri da Ramallah. I due sono rientrati questa mattina in Italia con un volo da Israele, atterrato all'aeroporto di Venezia, e hanno già raggiunto Brescia. Cola parla di una detenzione segnata da privazione del sonno, minacce e umiliazioni: "Ogni venti minuti venivano a svegliarti, con le luci sempre accese, rumori, insulti e derisioni. La prima notte siamo rimasti senza acqua e non ci hanno dato da mangiare fino alle sette del mattino successivo. Abbiamo chiesto anche della carta igienica, ma non c'era. Ora sono pieno di bolle su tutto il corpo", racconta. Le donne del gruppo italiano, precisa, non sarebbero state picchiate, mentre i proprietari palestinesi dei terreni sarebbero stati "massacrati di botte". (ANSA).