Statuto, Dellai DIXIT
«Penso che la stessa idea di trasformare le università in fondazioni, se in gran parte del Paese può essere vista con terrore, soprattutto dagli atenei più autoreferenziali, privi di qualità e di efficienza, a Trento può essere invece raccolta come una sfida straordinaria per il futuro. Possiamo costruire non una “fondazione in mano alla Provincia” - cosa che giustamente terrorizza gli accademici - ma un grande sistema universitario e della ricerca certamente radicato in Trentino, ma assolutamente internazionale, capace di coinvolgere soggetti scientifici e industriali di respiro globale».
Parole e musica di Lorenzo Dellai. Parole tratte dal volume «Il mio Trentino» (Curcu e Genovese Editori): un libro-intervista pubblicato nel 2008 (in occasione delle elezioni provinciali), scritto da Gianpaolo Tessari. Questo stralcio è stato letto nei giorni scorsi al governatore Dellai da Giovanni Pascuzzi, docente di diritto privato comparato ed ex prorettore vicario (lo scorso ottobre si è dimesso contestando la legittimità costituzionale di una commissione statuto composta da una maggioranza di esterni all’ateneo trentino). La lettura, nell’ambito del forum promosso dal Corriere del Trentino, è stata occasione di «confronto». Non si può dire che i due si amino. Pascuzzi è considerato uno degli incendiari, uno degli indignados dell’ateneo, che non apprezzano la riforma dell’Università di Trento. Ma il professore rifiuta l’etichetta di massimalista e precisa: «No. Non mi piace questa riforma».