Ma ora Schwazer denunci chi lo dopava
Alzi la mano chi non ha provato pena nel vedere ieri sera Alex Schwazer piangere davanti alle telecamere del Tg1. Davanti all'Italia tutta, il marciatore altoatesino ha ribadito la sua confessione, ammettendo di aver assunto eritropoietina. Le sue verità, peraltro, sono parziali
Alzi la mano chi non ha provato pena nel vedere ieri sera Alex Schwazer piangere davanti alle telecamere del Tg1. Davanti all'Italia tutta, il marciatore altoatesino ha ribadito la sua confessione, ammettendo di aver assunto eritropoietina. Le sue verità, peraltro, sono parziali. Sono convinto che l'oro di Pechino 2008 fosse pulito e che il carabiniere di Racines si sia avvicinato al doping in tempi relativamente recenti. Alex non è però credibile quando sostiene di aver iniziato ad iniettarsi l'Epo soltanto tre settimane fa, quando le sue «condizioni di forma erano fantastiche». Per quale motivo, allora, doparsi? E non è pensabile che un campione di questo calibro abbia fatto tutto da solo, senza avvalersi dell'apporto di un esperto.
In questa vicenda Schwazer ha avuto il grande merito di ammettere subito e pubblicamente le sue responsabilità. Ora, però, deve compiere un ulteriore, indispensabile, passo. Ai magistrati e ai giudici sportivi il carabiniere (ancora per quanto?) deve rivelare chi è lo stregone che l'ha indotto ad assumere la sostanza proibita. Soltanto così si può provare a combattere una piaga che sembra purtroppo inguaribile.
Di amarezza in amarezza, ieri, per la seconda volta, l'Italia ha chiuso la giornata senza medaglie. In verità nella specialità del corpo libero lo scricciolo Vanessa Ferrari ha ottenuto lo stesso punteggio della terza classificata che però, causa un regolamento astruso, si è aggiudicata il bronzo in esclusiva.
Ci resta la bellissima immagine del forte ostacolista Liu Xiang che, escluso da Pechino per un infortunio 2008, ieri in batteria è caduto alla prima barriera. Si è rialzato, ha concluso la gara su una gamba, ha baciato l'ultimo ostacolo e, sorretto da due avversari, si è infine adagiato su una sedia a rotelle. Le Olimpiadi sono anche, anzi soprattutto, questo.