Tradizione o tecnologia? Babbo Natale pensaci tu!
Io sarei per il libro di carta. Quello che si foglia insieme, che si tiene sul comodino, che se cade per terra pazienza. Mia figlia, che di anni ne ha solo sei, è già più avanti di me. Nella sua lettera a Babbo Natale ha detto che desidererebbe tanto un «ai pad». Così ha scritto sul foglio bianco, perché ancora non conosce l’inglese, non sa bene di cosa si tratta, non ne conosce le potenzialità, ma è comunque attratta da quel congegno elettronico. Certo non l’originale, magari un tablet giocattolo, ma pur sempre qualcosa legato al mondo dell’informatica. Altra lettera a Babbo Natale, ancora una richiesta elettronica. Questa volta è mio figlio maschio, di 8 anni, che vorrebbe tanto un nuovo gioco per la Nintendo
Io sarei per il libro di carta. Quello che si foglia insieme, che si tiene sul comodino, che se cade per terra pazienza. Mia figlia, che di anni ne ha solo sei, è già più avanti di me. Nella sua lettera a Babbo Natale ha detto che desidererebbe tanto un «ai pad». Così ha scritto sul foglio bianco, perché ancora non conosce l’inglese, non sa bene di cosa si tratta, non ne conosce le potenzialità, ma è comunque attratta da quel congegno elettronico. Certo non l’originale, magari un tablet giocattolo, ma pur sempre qualcosa legato al mondo dell’informatica. Altra lettera a Babbo Natale, ancora una richiesta elettronica. Questa volta è mio figlio maschio, di 8 anni, che vorrebbe tanto un nuovo gioco per la Nintendo.
Manca poco a Natale e il dilemma torna: accontentare o fare di testa propria? Assecondarli nei loro desideri di essere sempre connessi (quando sono piccoli a un gioco, da grandi al computer) o frenare lasciandoli ancorati alle tradizioni? Fortunatamente i bambini non si accontentano mai di una richiesta e la lettera a Babbo Natale prosegue con desideri più «classici». Il lettino per le bambole lei, le costruzioni lui.
Tiro un sospiro di sollievo. Ancora una volta si può mediare senza tarpare le ali. Mettere al bando tutto ciò che è tecnologia è secondo me sbagliato. Consentire ai bambini di alienarsi in un mondo dove la fantasia, la manualità e l’interazione con gli altri sono banditi lo è altrettanto. Ecco che ancora una volta spetta ai genitori il difficile compito di trovare il giusto equilibrio tra innovazione e tradizione. Anzi, lasciamo che ci pensi Babbo Natale....;)