Quei peana dei giornalisti a Pacher

Ha aperto le porte della Provincia, ma perché non si è scritto anni fa che Dellai oscurò gli uffici e lo si fa ora che non c'è più?

di Fabrizio Franchi

In questi giorni diversi giornalisti stanno scrivendo gli elogi di Alberto Pacher perché ha spalancato le porte dei suoi uffici in Provincia. “Ma che bravo”, “ma che stile”, “ma, signora mia ha visto che umanità...” “ma che trasparenza!”

Interventi, editoriali, peana cantati in coro. Insomma, è tutto vero, diciamolo. Pacher è altra pasta di presidente rispetto a Dellai. Se uno è altero, Pacher ascolta e si mette alla tua altezza, se l'altro si incazza, Pacher non dà mai l'idea di esserti superiore. Insomma, è umano, popolare, disponibile.

Giusto, tutto giusto. C'è però rispetto ai giornalisti un piccolo “ma”... Ma quelli che ora cantano il coretto non potevano scrivere prima come era Dellai? Scrivere “prima” non “dopo” che ha lasciato lo scranno da presidente, che era autoritario e che le porte le aveva chiuse undici anni fa? Comodo, molto comodo scriverlo ora. E' una captatio benevelontia nei confronti di Pacher che comanda ora ed è, come spesso accade, un prendersela con Dellai che non può più spiegare perché si comportò in quel modo. E soprattutto non ha più il potere per mandarvi a quel paese...

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