Le mamme "a misura di bambino"

Dino Pedrotti

Per l'8 marzo ci si prepara a festeggiare le donne, lavoratrici e non, mamme e non-mamme. Una mamma, a proposito di "capricci", di "diete", di "salute", mi dice che su quasi tutti i problemi che trattiamo qui e nel libro sono coinvolte quasi sempre le donne-mamme e poco poco i padri. Si continua però a leggere che le donne vorrebbero avere potere e privilegi uguali a quelli dei maschi e che si vorrebbe rendere equivalenti i ruoli paterni e materni nella famiglia: anziché di padre e di madre si dovrebbe parlare di "genitore 1 e 2"… Su l'Adige del 23.2 il Direttore ha definito un "retropensiero" questa ideologia dell'egualitarismo di genere.


È vero che c'era una volta un mondo solido e ordinato in cui l'unità di misura era imposta da un Capo, quasi sempre maschio (anche il Padreterno è maschio e la sua unità di misura è l'infinito!). Le rivoluzioni dei giovani, delle donne, dei lavoratori hanno dato sì libertà, ma hanno creato anche tanta confusione: oggi il mondo è molto disordinato e liquido proprio perché ognuno ha una sua personale unità di misura. Se mancano punti di riferimento validi per tutti, tutti pretendono diritti in nome della libertà.


Continuo a ribadire che potremo avere un altro mondo, solido e ordinato, solo se ci sentiremo responsabili verso il futuro dell'umanità, prendendo il Bambino come "metro" valido per una politica e una famiglia orientate al futuro. Un bambino, che tipo di politici vorrebbe? Ma anzitutto che tipo di padri e di madri vorrebbe avere?
Conosciamo bene i veri bisogni di un bambino, i suoi veri diritti. Come vorrebbe essere concepito e venire al mondo? Come vorrebbe essere curato, alimentato, educato? È il bambino che può darci le più giuste risposte sui ruoli materno e paterno. In una famiglia con padre dominante e autoritario il bambino è maltrattato e infelice; in una famiglia permissiva e con equivalenza di padre e madre è frequente vedere un bambino viziato che gode di felicità effimere. Sono più felici i bambini in una famiglia basata sul dialogo costruttivo tra genitori responsabili e tra genitori e figlio, con un ruolo paterno di maggior autorevolezza e un ruolo materno di maggior comprensione e di mediazione. È fondamentale il ruolo di mediazione della donna, fondato su basi biologiche, da rispettare e favorire in una società responsabile.


È “contro natura” e anche contro i diritti del Bambino voler eliminare gli “stereotipi di genere” scritti nel DNA. E se le donne sono meno forti degli uomini, per questo hanno più diritti (e gli uomini più responsabilità nei loro confronti).

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