Chiesa / La corsa

Nuovo vescovo di Torino: c’è in ballo anche il frate francescano trentino Francesco Patton

Un altro nome che circola con insistenza nelle stanze della Santa Sede è quello dell'arcivescovo di Ferrara, monsignor Gian Carlo Perego

TORINO. Il suo nome è arrivato quasi in chiusura, quando sembrava che i giochi fossero fatti, ma ora che si è in dirittura d'arrivo prende sempre più credibilità: si tratta della nomina del trentino Francesco Patton, frate francescano e da sei anni Custode in Terra Santa, alla guida della Diocesi di Torino, in successione a don Cesare Nosiglia.

Papa Francesco ha accettato che la lista definitiva derivante dalle consultazioni segrete sia arrivata a dieci potenziali futuri titolari della cattedra di San Massimo, per poi ridurli a tre e compiere la scelta definitiva: la notizia della nomina del nuovo arcivescovo metropolita di Torino verrà a breve diffusa dalla Santa Sede.

Padre Francesco Patton, nato a Vigo Meano. Ha emesso i primi voti nell'Ordine dei frati minori il 7 settembre 1983, la professione solenne il 4 ottobre 1986, ed è stato ordinato sacerdote il 26 maggio 1989. Oltre agli studi di seminario in filosofia e teologia, nel 1993 ha difeso la sua tesi di laurea in scienze sociali - comunicazione presso l'Università Pontificia Salesiana di Roma.

Durante il suo ministero ha svolto l'incarico di segretario del capitolo generale del suo ordine e dal 2008 al 2016 ha ricoperto i ruoli di superiore provinciale della provincia "San Vigilio" di Trento e di presidente della Conferenza dei Ministri provinciali d'Italia e Albania.

Inoltre, al di fuori del suo Ordine, ha collaborato in diversi compiti nel ministero sacerdotale e pastorale per l'arcidiocesi di Trento, come per la stampa e la radio diocesana e la televisione.

Contemporaneamente è stato docente di comunicazioni sociali presso lo Studio Teologico Accademico Tridentino: parla correntemente italiano, inglese e spagnolo.Il 20 maggio del 2016, padre Patton è stato quindi nominato, per decreto della Santa Sede, Custode di Terra Santa. La celebrazione di insediamento a Gerusalemme si era svolta in un clima di festa.

«Ho parlato di una nuova vocazione - aveva detto padre Patton - perché questa nomina è arrivata dopo una lunga esperienza di governo e servizio in provincia e per l'Ordine. Pensavo che avrei avuto modo di vivere la vita del frate normale, e invece è arrivata questa chiamata, perché di fatto è stata una richiesta di assumere un servizio nuovo. L'abbraccio di pace è il primo gesto di accoglienza, è' un nuovo modo di fare la prima professione, e questa è da oggi la mia nuova fraternità.

Tra i nomi più accreditati a succedere a Nosiglia, alla guida della diocesi di Torino, vi è Donato Ogliari, 66 anni, dal 2014 arciabate ordinario di Montecassino, nominato da papa Francesco con l'incarico di mettere ordine dopo il grave scandalo relativo all'abate precedente, quel Pietro Vittorelli, dimessosi nel 2013, che era stato accusato di truffa ed era rimasto coinvolto nell'abuso di droghe e sesso a pagamento.

Ogliari, che gode di molta stima da parte del Papa, emessi i voti solenni nel 1992, aveva maturato la vocazione nell'Istituto Missioni della Consolata di Torino. Un altro nome che circola con insistenza nelle stanze della Santa Sede come potenziale Arcivescovo di Torino, è quello dell'arcivescovo di Ferrara, monsignor Gian Carlo Perego.

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