Giustizia / La sentenza

Violenza sulle anziane, un ex operatore socio assistenziale condannato a 6 anni e due mesi

I fatti erano emersi nel 2021, dopo che una collega aveva deciso di denunciare le condotte dell'uomo. Stando agli atti in diverse occasioni l'uomo, che prestava assistenza domiciliare anche nella casa delle due anziane coinvolte - una di oltre novant'anni - era stato accusato di atteggiamenti "lascivi" e non professionali

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TRENTO. È stato condannato a 6 e 2 mesi per violenza sessuale nei confronti di due anziane signore, di cui si occupava, assistendole direttamente in casa. Mura dentro le quali le donne si sentivano tranquille e al sicuro, ma dove - secondo l'accusa - il semplice gesto della cura sarebbe sfociato in qualcosa di ben più grave, vere e proprie violenze di natura sesuale.

Alla lettura della sentenza del collegio di giudici Rigon, Miori e Valeggia del tribunale di Trento, era presente anche l'imputato, un ex operatore socio sanitario di 44 anni, trentino, al tempo impiegato per una società cooperativa della Valsugana.

La pena comminata è stata minore rispetto a quella chiesta dalla procura, rappresentata dalla pubblico ministero Patrizia Foiera. Che per l'imputato aveva chiesto 13 anni e 6 mesi. Presente una sola parte civile, l'unica ad essersi costituita nel processo per la quale i giudici hanno disposto una provvisionale di 5mila euro - stabilita ieri in sede di sentenza - ma per la quantificazione potrebbe poi proseguire nel civile.

Stupore da parte della difesa, rappresentata dall'avvocato Marco Vernillo e Mariarosaria Bevilacqua del foro di Trento, sostituita in udienza dall'avvocata Katia Finotti, che subito dopo il verdetto hanno annunciato il ricorso in Appello.

«Una pronuncia che ci lascia perplessi - ha dichiarato Vernillo - dal punto di vista della difesa le emergenze processuali avrebbero quantomeno imposto una assoluzione con formula dubitativa». Se la pena base per tale reato è di sei anni, è probabile infatti che i giudici abbiano escluso l'aggravante della crudeltà: ad appesantire la posizione del reo, il fatto che l'operatore, che svolgeva servizio domiciliare, era incaricato di pubblico servizio.

La difesa del quarantaquattrenne aveva presentato inoltre una consulenza tecnica per dimostrare come l'operatore avrebbe dovuto toccare le persone per spalmare la crema in modo efficace, per poter svolgere e portare a termine i suoi compiti, oltre che una serie di testi.

I fatti erano emersi nel 2021, dopo che una collega aveva deciso di denunciare le condotte dell'uomo. Stando agli atti in diverse occasioni l'uomo, che prestava assistenza domiciliare anche nella casa delle due anziane coinvolte - una di oltre novant'anni - era stato accusato di atteggiamenti "lascivi" e non professionali.

Atteggiamenti, secondo l'accusa, verso persone affette da demenza senile e incapaci di muoversi, sulle quali avrebbe compiuto atti come spalmare la crema sul seno in modo non consono, addirittura toccando le parti intime. Tra le accuse anche aver mimato un rapporto sessuale, facendo battute riferendosi al corpo della propria compagna. In questi episodi, il tutto succedeva alla presenza di altre colleghe. Spesso deridendo le stesse vittime.

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