Politica / L’incontro

Patt, Panizza nominato presidente onorario. Marchiori resta segretario

Al congresso del partito autonomista, a Cirè di Pergine, assenti Mario Tonina e Walter Kaswalder. Marchiori: "Il Patt non è fatto da singoli individui," ha concluso Marchiori, "ma da una vera e propria comunità di persone che, come una grande famiglia, cresce e si sviluppa con il contributo di tutti”

PERGINE. "Dobbiamo tornare ad essere protagonisti del futuro del Trentino," ha dichiarato Franco Panizza – eletto all'unanimità presidente onorario del Patt – nel suo intervento al congresso del partito a Cirè di Pergine – difendendo le scelte strategiche del partito. "Abbiamo dimostrato che l'autonomia non è solo una parola, ma un valore concreto che abbiamo posto al centro dell'agenda politica provinciale. Siamo centrali". L’ex senatore ha difeso le scelte fatte alle provinciali.

La giornata congressuale, che ha visto la partecipazione del presidente della Provincia Maurizio Fugatti e dell'europarlamentare SVP Herbert Dorfmann, si è caratterizzata per un dibattito intenso sul futuro del movimento autonomista. Tra gli alleati presenti Silvano Grisenti, Angeli e Masé, mentre si è notata l'assenza di Mario Tonina e Walter Kaswalder.

Nel suo intervento programmatico, Simone Marchiori - riconfermato segretario - ha delineato le sfide cruciali per il prossimo triennio: “Siamo di fronte a cambiamenti epocali che investono le nostre valli, dalla denatalità alla necessità di mantenere servizi essenziali nelle aree montane. Il nostro impegno deve concentrarsi su un programma che unisca viabilità, politiche abitative e familiari, servizi in montagna e nelle vallate".

Marchiori ha anche sottolineato l'importanza di rafforzare l'identità autonomista in un contesto nazionale sempre più centralista: "Possiamo ambire a diventare il territorio in cui studiare ed elaborare le possibili evoluzioni in materia di autogoverno, autonomia e federalismo dei territori. Ma dobbiamo tornare ad essere fieri e consapevoli del valore del nostro sistema di autogoverno".

"Il Patt non è fatto da singoli individui," ha concluso Marchiori, "ma da una vera e propria comunità di persone che, come una grande famiglia, cresce e si sviluppa con il contributo di tutti."

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