Vigili del fuoco di Capriana: un piccolo corpo che diventa grande quando serve e ora c'è la sfida delle Olimpiadi
Dal primo gruppo allievi del Trentino a trent'anni di comando: la storia di Adriano Zanin e del corpo volontario che protegge la Val di Fiemme tra vocazione, sfide e spirito di squadra
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A volte, nel cuore della notte, arriva una chiamata al comandante Adriano Zanin. In quei momenti, l'uniforme prende rapidamente il posto del pigiama. Non succede spesso - "mediamente - ci spiega - in un anno mi tirano giù dal letto due o tre volte" - ma quando accade, l'adrenalina è sempre la stessa, così come il senso di responsabilità.
Per la guida dei Vigili del Fuoco di Capriana, la passione per questo mondo è nata in giovane età, per la precisione a dieci anni: "Indossavo di nascosto la divisa di papà".
Era il 1978 quando quel sogno cominciò a prendere forma, entrando a far parte del primo gruppo allievi dei Vigili del Fuoco del Trentino, creato proprio nel suo paese.
"Ho sempre avuto l'amore per la realtà pompieristica", racconta il diretto interessato con gli occhi che brillano di quella stessa luce che aveva da bambino. "Abitavo proprio in piazza, vicino alla caserma, e guardavo sempre con ammirazione quei uomini in uniforme". Quella passione infantile si è trasformata in una vocazione che ha reso il capo dei pompieri punto di riferimento per i 19 vigili attivi e i 7 allievi che oggi compongono il corpo di Capriana, un paese di circa 650 abitanti incastonato nella Val di Fiemme, in Trentino.
"I tempi sono cambiati rispetto a quando ho iniziato io", spiega guardando indietro agli anni della sua formazione. "Allora avevamo solo una vecchia caserma, praticamente un garage. Le divise le tenevamo a casa perché non c'era posto. Oggi abbiamo una struttura nuova, consegnata nel 2012."
Anche l'equipaggiamento ha subito una trasformazione radicale nel corso dei decenni: "Prima c'era solo un tipo di vestiario, lo stesso per estate e inverno. Non c'erano i dispositivi di protezione individuale come li intendiamo oggi. Adesso abbiamo divise specializzate, protezioni adeguate per ogni tipo di intervento. È tutto più professionale".
Il corpo di Capriana, fondato nel 1928, rappresenta un'istituzione fondamentale per la comunità. La documentazione storica è frammentaria, ma i vigili conservano con orgoglio la memoria della data di fondazione, risalente a quasi un secolo fa.
Nonostante le dimensioni ridotte del paese, l'impegno e le sfide non mancano mai: "Durante l'anno facciamo diversi tipi di interventi, dai piccoli incendi di camino, alle piante cadute, ma soprattutto incidenti sulla statale che attraversa il nostro territorio", una strada particolarmente frequentata dai motociclisti, soprattutto nei fine settimana.
"Tra maggio e ottobre abbiamo circa una decina di incidenti all'anno, quasi sempre il sabato e la domenica, e spesso nella stessa curva al chilometro 31", racconta l'esperto vigile. "È una curva secca che inganna chi non la conosce. La prendi larga e finisci contro il muro. Purtroppo alcuni di questi incidenti sono molte volte mortali".
La gestione degli incidenti stradali rappresenta una doppia sfida: "C'è la parte tecnica, cioè l'intervento vero e proprio, e poi c'è la parte psicologica, umana, che è molto complicata".
Una responsabilità che pesa sulle spalle dei vigili, spesso primi ad arrivare sul luogo dell'incidente prima delle ambulanze, che impiegano circa 15-20 minuti da Cavalese.
L'intervento più significativo degli ultimi anni è stato l'incendio di una segheria a Grumes avvenuto lo scorso anno: "È stata un'operazione particolarmente difficile, con tutti i bancali di legname in fiamme, le cataste di tronchi che prendevano fuoco. Faceva un caldo pazzesco e indossare i dispositivi di protezione in quelle condizioni era estremamente faticoso".
Una sfida tecnica e umana, resa ancora più intensa dal fatto che i proprietari erano persone del paese: "Due fratelli che hanno perso tutto. Li conoscevo personalmente, come succede in un paese piccolo dove tutti si conoscono".
Ma il ricordo più vivo, quello che ha segnato non solo i vigili ma l'intera comunità, è legato alla tempesta Vaia dell'ottobre 2018: "Ero fuori con mia figlia che faceva danza a Tesero. Quando siamo tornati verso casa, le piante avevano già iniziato a cadere e ho preso anche un po' di paura perché stava adiventando buio. Pensavo: 'Se mi cade una pianta sulla macchina mentre ho la bambina con me, cosa faccio?'. Poi, all'ora di cena, il vento ha cominciato ad alzarsi in modo impressionante ed è diventato un vero e proprio inferno. La strada era completamente piena di tronchi, siamo rimasti isolati per giorni".
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In quei momenti critici, il coordinamento è stato fondamentale: "La nostra base operativa era qui in caserma, perché eravamo praticamente tagliati fuori, non potevamo comunicare con nessuno. Dovevamo coordinarci con il corpo di Molina di Fiemme per liberare almeno un passaggio. Loro venivano dalla loro parte, noi dalla nostra, per creare un bypass e permettere il passaggio dei mezzi essenziali, come quelli che dovevano portare il pane alla cooperativa".
Nel corso degli anni, il comandante di Croviana ha partecipato anche a numerosi interventi fuori provincia, in situazioni di emergenza nazionale: "Ho preso parte a missioni in Val d'Aosta a Cogne, in Umbria, in Abruzzo a Paganica, in Emilia-Romagna. Sono esperienze che segnano profondamente, ma che ti arricchiscono anche dal punto di vista umano e professionale".
Da queste esperienze ha tratto una conclusione: "Il peggio sono i danni provocati dall'acqua e dal fango. Sono spesso peggiori rispetto a quelli causati dal fuoco".
Oggi - ci viene detto - la squadra può contare su equipaggiamenti moderni e adeguati alle sfide contemporanee: "Abbiamo ricevuto due anni fa una botte nuova, abbiamo due pickup, un furgone e due carrelli, oltre a tutta l'attrezzatura specialistica".
Il Corpo lavora in stretta collaborazione con quelli dei paesi limitrofi: "Cerchiamo di non fare doppioni di attrezzature, se un corpo acquista un determinato strumento, noi ne prendiamo un altro. Non ha senso avere le stesse cose, è più logico diversificare e collaborare".
A dare al responsabile del Corpo la forza di continuare in questo impegno gravoso sono soprattutto i giovani: "Sono ben motivati. Hanno quello spirito giusto, propositivo, che dà energia a tutto il corpo". L'età media è piuttosto bassa: "Dai vent'anni ai cinquant'anni, sono io quello più vecchio", dice sorridendo. "Prima eravamo tutti più o meno della stessa età, adesso c'è un bel mix generazionale".
Il messaggio che Adriano Zanin cerca di trasmettere ai suoi vigili è chiaro e non negoziabile: "La sicurezza prima di tutto. Se non ti senti sicuro ad affrontare un incendio, a salire su una scala, è meglio non intervenire piuttosto che rischiare. La prima cosa che voglio è che i miei vigili tornino sempre a casa sani".
La gestione di un corpo di vigili volontari comporta anche sfide legate alla disponibilità delle persone durante l'orario di lavoro: "Durante il giorno è un problema, perché la maggior parte dei vigili è al lavoro. Io rientro nel pomeriggio, ma se succedesse qualcosa adesso, sarebbe difficile mettere insieme una squadra completa. In questi casi, la collaborazione con i corpi vicini diventa fondamentale".
Dopo trent'anni al comando, il bilancio è indubbiamente positivo: "L'esperienza ti insegna a gestire le emozioni, altrimenti non saresti comandante per così tanto tempo".
E c'è una soddisfazione particolare che traspare dal suo racconto: "Mio figlio, dopo aver fatto tutto il percorso da allievo, è entrato nel corpo. È una grande soddisfazione vedere che questa passione si trasmette anche all'interno della mia famiglia".
Un'altra fonte di orgoglio è legata alla formazione: "Abbiamo creato il primo gruppo allievi del Trentino, qui a Capriana. Era il 1978, io avevo dieci anni e facevo parte di quel gruppo pionieristico. È stato un progetto pilota che poi è diventato un modello per tutto il territorio provinciale". Un investimento sui giovani che ha dato frutti duraturi nel tempo.
Un servizio che richiede sacrificio e dedizione, ma che restituisce il senso di appartenenza a una comunità e quello spirito di squadra che ha caratterizzato tutta la vita di Zanin, fin da quando, bambino, partecipava alle prime "olimpiadi" dei vigili: "Andavamo a Tione con la vecchia 1500, sembrava di fare un viaggio enorme. Era come andare in vacanza, si apprezzavano le cose semplici. C'era proprio uno spirito di squadra straordinario, ci trovavamo ogni fine settimana al distaccamento".
Continua il nostro viaggio nel mondo dei vigili del fuoco volontari del Trentino. Stavolta siamo a Capriana, e a raccontarci il corpo è il suo comandante, Adriano Zanin.
Vigili del fuoco, il corpo di Capriana raccontato dal comandante Zanin
Il futuro porta nuove sfide, come il coinvolgimento del Corpo di Capriana nelle prossime Olimpiadi invernali.
In un mondo che cambia rapidamente, il corpo dei Vigili del Fuoco di Capriana rimane un punto fermo per la comunità, un simbolo di sicurezza e di quel volontariato che è l'anima del Trentino. E il comandante, con i suoi trent'anni di esperienza, continua a guidare con saggezza e passione questa squadra, trasmettendo alle nuove generazioni non solo competenze tecniche, ma anche quei valori di altruismo e spirito di servizio che sono l'essenza stessa del corpo. Il bello deve ancora arrivare.
I vigili del Corpo di Capriana
- Adriano Zanin - Comandante
- Giuseppe Lazzeri - Vice comandante
- Jacopo Capovilla - Capo squadra
- Roland Savoi - Capo squadra - istruttore allievi
- Giuseppe Lazzeri (Zoa) - istruttore/responsabile allievi
- Franco Lazzeri - Vigile
- Ivan Tavemar - Vigile
- Paolo Zorzi - Vigile - magazziniere
- Mercedes Mazzerbo - Vigile - segreteria
- Luca Lazzeri - Vigile
- Nicola Mazzerbo - Vigile
- Manuel Capovilla - Vigile
- Daniele Tovoli - Vigile
- Thomas Capovilla - Vigile
- Jana Capovilla - Vigile
- Leonardo Zanin - Vigile
- Alex Bonelli - Vigile
- Marco Lazzeri - Vigile di complemento
- Giulio Capovilla - Vigile di complemento
- Antonio Savoi - Vigile di complemento
- Marino Zorzi - Vigile di complemento
- Patrick Savoi - Vigile allievo
- Ryan Savoi - Vigile allievo
- Fabrizio Dellantonio - Vigile allievo
- Gabriel Capovilla - Vigile allievo
- Lucas Capovilla - Vigile allievo
- Christopher Mazzerbo - Vigile allievo
- Alice Zanon - Vigile allievo
- Romi Boninsegna - Vigile allievo
- Karin Predazzer - Cassiere
- Sandro Pedot - Sindaco