Studiare la qualità dell'aria monitorando le api: l'iniziativa a Trento
Presentato al Muse il progetto che si propone di monitorare cioè al tempo stesso la qualità dell'ambiente e la biodiversità degli insetti impollinatori. L'iniziativa, realizzata con il contributo di molti sponsor, tra cui Comune e la Libera Università di Bolzano, è nata con l'individuazione di quattro aree di campionamento con due arnie di ape europea
TRENTO - «Act4bees»: il titolo è un po' complicato ad una prima lettura, ma l'idea è semplice: studiare le api per capire cosa e come respiriamo ogni giorno. È stato presentato al Muse il progetto che si propone questo: monitorare cioè al tempo stesso la qualità dell'ambiente e la biodiversità degli insetti impollinatori.
L'iniziativa, realizzata con il contributo di molti sponsor, tra cui comune di Trento e la Libera Università di Bolzano, è nata con l'individuazione di quattro aree di campionamento con due arnie di ape europea: la raccolta dei dati è possibile grazie all'attività dei volontari, che prelevano i campioni di polline a maggio e luglio per analizzare la presenza di fitofarmaci e verificare la presenza di habitat idonei per questi insetti.
«La questione degli impollinatori è cruciale per più ragioni: l'attività di monitoraggio delle api ci consente di migliorare la qualità dell'aria. In tempi di crisi climatica, gli impollinatori vanno protetti - dichiara Andreas Fernandez, neo assessore alla transizione ecologica e digitale -
Nel 2023 sono stati disposti quattro siti di monitoraggio con due aree ciascuno nell'area del fondovalle di Trento: per la prima il monitoraggio si è svolto in maniera continua e, ad oggi, i siti sono 13» chiarisce Sergio Angeli, professore alla Libera Università di Bolzano, che aggiunge: «È stato calcolato che, in una giornata, le api riescono a raccogliere tra i quattro ed i sei milioni di campioni per famiglia: utilizzare le api, cioè impollinatori che si trovano al vertice dell'interazione pianta - insetto, è fondamentale, perché possiamo comprendere la qualità dell'aria che respiriamo ».
Infine, la biologa Maria Vittoria Zucchelli, referente del progetto, conclude: «Il territorio, che comprende anche le Viote del Monte Bondone, è stato suddiviso tenendo conto del raggio percorso dalle api: le aree si estendono per circa tre chilometri e le arnie si trovano al centro. Sono state individuate altre due aree di campionamento, che si trovano nella zona urbana e peri-urbana ed in zone agricole e naturali, monitorate rispettivamente attraverso trappole passive e retini da sfalcio».