Sicurezza

Banda delle catenine in azione anche a Folgaria: condannati dieci ragazzi

Dieci ventenni, tutti liguri, sono stati giudicati in tribunale per una serie di furti con destrezza commessi tra il 2019 e il 2020 nelle discoteche del Nord Italia a danno di coetanei. Sono stati fermati dai carabinieri di Rovereto a Trieste, dove hanno dichiarato che lo facevano per l’adrenalina da rischio

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di Nicola Guarnieri

ROVERETO - Belli, come tutti i giovani, vestiti elegantemente e assidui frequentatori di discoteche. Erano l'immagine dei ragazzi per bene, quelli con capacità di spesa e voglia di divertirsi ma, soprattutto, con il sorriso smagliante capace di guadagnarsi la fiducia di tutti. Però, secondo il sostituto procuratore Fabrizio De Angelis, avrebbero avuto il vizietto del furto con destrezza. 

Tanto da far impazzire, tra l'antivigilia di Capodanno del 2019 e il febbraio del 2020 (giusto in tempo per evitare il lockdown del Covid) la platea dei loro coetanei che si divertiva proprio nelle sale da ballo del Nord Italia.

Il gruppo è stato ribattezzato «la banda delle catenine» perché, di fatto, questa è la refurtiva sequestrata in seguito ed in attesa di essere restituita ai legittimi proprietari. Che sono tanti, una settantina di ragazzi come loro che si sono visti sparire i monili di dosso, spesso senza nemmeno accorgersene. I furti, come detto messi a segno in tutto il Settentrione, non erano però un «lavoro» per i dieci finiti alla sbarra.

La procura, infatti, non ha contestato l'associazione a delinquere, ma venivano commessi per ristorarsi delle spese di trasferta: viaggi da Genova (dove risiedono tutti gli imputati) ai dancing più frequentati, notti in albergo, bella vita insomma. 

Che è stata interrotta dai carabinieri di Rovereto che, dopo il primo colpo messo a segno al John Club di Folgaria, sono riusciti a risalire a loro e seguirli fino a Trieste dove, un paio di mesi dopo l'esordio, diciamo così, criminale, sono stati arrestati. 

E così sono finiti in tribunale proprio nella città della Quercia, visto che il primo reato contestato è stato commesso qui. Il capo d'imputazione, ovviamente, è corposo e le vittime, i derubati, sono tantissimi. Che, una volta rotto il giocattolo, i «discoli» hanno voluto risarcire per alleggerire le pene.

Questa banda, dunque, era di ventenni annoiati che in pochi mesi hanno fatto disperare diversi coetanei, sia maschi che femmine. L'esordio delle malefatte, come detto, è stato al John Club di Folgaria e i carabinieri hanno avviato subito le indagini. Che poi si sono intrecciate con quelle in Veneto e in Friuli e, all'ultimo blitz a Trieste, è scattato l'arresto con il recupero della refurtiva e la successiva confessione e l'ammissione che era proprio l'«esigenza» di adrenalina da rischio a muoverli. 

Tornando a Folgaria, il 30 dicembre 2019 il raid in «disco» fruttò sei collanine. Con le vittime del furto che s'erano accorte solo a cose fatte. La specialità del gruppo erano le collanine d'oro e d'argento strappate dai colli «ignari» nella calca di una pista da ballo. Monili recuperati che ora sono a palazzo di giustizia di corso Rosmini in attesa di essere restituiti.In tribunale, comunque, i dieci imputati hanno scelto di chiudere il caso in modi diversi. 

Solo uno è stato processato con rito abbreviato perché, si è giustificato il suo avvocato, «non ha risarcito nessuno, era disoccupato e non aveva un euro». E così è stato condannato a 3 anni 10 mesi di reclusione. In sei hanno scelto invece di patteggiare: 3 anni 2 mesi e 1.800 euro di multa; 2 anni 6 mesi e 1.600 euro; 1 anno 10 mesi e mille euro; 1 anno 10 mesi e 600 euro; 2 anni; 1 anno 10 mesi.

In tre, infine, hanno chiesto e ottenuto le messa alla prova e si adopereranno con lavori socialmente utili per un bel po' di tempo ma poi estingueranno il reato: 1 anno 4 mesi, 1 anno 4 mesi e 1 anno 2 mesi.

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