Encefalite da zecche, due casi: ricoverati al S.Chiara una 48enne e un ventenne
Nel 2024 i casi sono stati 15, mentre si sono vaccinati contro la Tbe 23.000 adulti e 5.100 ragazzi di età inferiore a 16 anni
TRENTINO Punture di zecca, in dieci anni aumentati i casi di Tbe e Lyme
PUNTO Zecche, vipere, colpo di calore: la Sat spiega le insidie delle cime
TRENTO. La stagione del grande caldo non è ancora entrata nel vivo, ma da settimane chi frequenta montagne, boschi e giardini si è reso conto che le zecche hanno fatto capolino e c'è chi ne ha già pagato le conseguenze. Due i ricoveri registrati in Trentino nelle scorse settimane.
A causa della Tbe, la meningoencefalite da zecche, una malattia virale acuta del sistema nervoso centrale trasmessa da zecche infette, una donna di 48 anni e un ragazzo poco più che ventenne sono stati ricoverati nel reparto malattie infettive dell'ospedale S. Chiara.
«Entrambi sono stati dimessi, uno la scorsa settimana e l'altro la settimana precedente. Fortunatamente erano soggetti giovani e in salute e la situazione si è evoluta positivamente. Preoccupa la precocità con cui quest'anno si sono registrati i primi casi», spiega il primario, professor Massimiliano Lanzafame.
E aggiunge: «I casi sono aumentati drasticamente negli ultimi anni anche se fortunatamente il 90% ha un decorso asintomatico e quindi il dato dei casi è sicuramente sottostimato».
Dal luglio 2002 in Trentino si sono registrati tre decessi per complicanze legate al morso di zecca.
Tre casi di Tbe, encefalite virale da zecca, una malattia che può colpire sia gli adulti sia i bambini, con manifestazioni molto variabili: dopo un periodo di incubazione che da letteratura va dai 4 ai 28 giorni, nel 70% dei casi l'infezione è asintomatica o si manifesta con sintomi poco rilevanti.
Nel restante 30% dei casi, dopo 3-28 giorni dal morso di zecca, si ha una prima fase con sintomi similinfluenzali (febbre alta, mal di testa importante, mal di gola, stanchezza, dolori muscolari e articolari) per alcuni giorni. Poi la febbre scompare e, solitamente, i sintomi regrediscono senza alcuna conseguenza.
Nel 10-20% di questi casi, però, dopo un intervallo senza sintomi di 8-20 giorni, inizia una seconda fase caratterizzata da segni di coinvolgimento del sistema nervoso centrale (encefalite, paralisi flaccida). Nel 2024 i casi di Tbe sono stati 15 casi, mentre nel 2023 furono 19. Dal 2000 al 2020 sono stati invece 204, con una media annuale di 9,7. Nel 2020 sono stati 32, mentre nel 2022 ben 40. Oltre alla Tbe c'è anche la malattia di Lyme meno grave ma che comporta comunque una lunga cura.La parola d'ordine, da qualche è anno, è proteggersi con il vaccino. Ovviamente non tutti, ma per chi va in montagna, nei boschi, lavora in campagna è fortemente raccomandato.
Nel 2024 si sono vaccinati contro la Tbe circa 23.000 adulti e 5.100 tra bambini e ragazzi di età inferiore a 16 anni. Dati in crescita rispetto dal 2023, quando gli adulti vaccinati furono 22.500 e gli under 16 circa 5.000. L'Azienda sanitaria mette regolarmente a disposizione appuntamento per la vaccinazione contro la Tbe che è gratuita. Per raggiungere una protezione efficace, è necessario completare il ciclo vaccinale, che prevede tre dosi. La seconda dose viene somministrata 1-3 mesi dopo la prima, e la terza dose 5-12 mesi dopo la seconda.
Il vaccino non protegge contro altre malattie trasmesse da zecche, come la malattia di Lyme, quindi è importante adottare anche misure preventive per evitare le punture di zecca, come indossare abiti chiari e coprire le braccia e le gambe, utilizzare repellenti e controllare il corpo dopo essere stati in aree a rischio.
Attenzione non solo in montagna, ma anche a quota basse. Le zecche, ormai, sembrano aver invaso anche orti e giardini del fondovalle.