Motoaliante caduto nei pressi del lago di Bocche, doppia indagine di Ansv e Procura
Nell’incidente sono morti Davide Leonardi cinquantaseienne di Ala e Alessandro Rizzoli, 55enne di Trento. Le Fiamme Gialle hanno posto sotto sequestro i resti del velivolo (che non è stato spostato) e l'area circostante al luogo in cui è avvenuto lo schianto
TRENTO. «Con riferimento all'incidente che, il 22 giugno, ha coinvolto l'aliante Asg 32 Mi marche di identificazione D-Kary nei pressi del Lago di Bocche, in provincia di Trento, l'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv) ha disposto l'apertura di un'inchiesta di sicurezza e l'invio di un proprio investigatore sul luogo dell'evento, per lo svolgimento di un sopralluogo operativo».
Questo il contenuto del comunicato con cui l'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo annuncia le proprie verifiche sulla tragedia accaduta nel primo pomeriggio di ieri in Trentino. L'Ansv è l'autorità investigativa per la sicurezza dell'aviazione civile dello Stato, caratterizzata da ampia autonomia. Da capire il motivo per cui il velivolo - un aliante dotato di motore - abbia perso improvvisamente quota senza lasciare al pilota alcun margine per una manovra di emergenza.
Parallelamente aprirà un fascicolo di inchiesta la procura di Trento. Il pubblico ministero di turno, Alessandro Clemente, è stato avvisato dall'incidente dai militari del Soccorso alpino della guardia di finanza, fra i primi ad intervenire, assieme al Soccorso alpino del Trentino (stazioni di Moena e di San Martino di Castrozza) ed ai vigili del fuoco volontari di Moena e permanenti di Trento con gli specialisti del Saf.
Le Fiamme gialle hanno posto sotto sequestro i resti del motoaliante (che non è stato spostato) e l'area circostante al luogo in cui è avvenuto lo schianto. Quando i soccorritori sono arrivati in elicottero sul luogo dello schianto, nel primo pomeriggio di domenica 22 giugno, per il pilota e il passeggero non c'era più nulla da fare.
I corpi di Alessandro Rizzoli e di Davide Leonardi sono stati traslati nella camera mortuaria di Pozza di Fassa, a disposizione dell'autorità giudiziaria. Il riconoscimento è stato possibile attraverso i documenti, che sono stati recuperati integri.