La tragedia

Aliante caduto, il dolore dei parenti delle due vittime: “Erano scrupolosi e attenti”

Dall’autopsia disposta dalla procura  sui corpi di Davide Leonardi e di Alessandro Rizzoli, i piloti che si trovavano a bordo dell'aliante precipitato domenica pomeriggio poco sotto la cresta di Cima Bocche, si spera di avere qualche dettaglio in più sull'accaduto

CIMA BOCCHE Un ultraleggero finisce contro le rocce

TRENTO. Si è svolta l’autopsia disposta dalla procura ha disposto l'autopsia sui corpi di Davide Leonardi e di Alessandro Rizzoli, i piloti che si trovavano a bordo dell'aliante precipitato domenica pomeriggio poco sotto la cresta di Cima Bocche, vicino al lago omonimo, ad una quota di 2500 metri, tra la val di Fassa e l'area di Paneveggio e della Val Venegia. 

L'identificazione delle vittime era avvenuta grazie ai documenti; i corpi, recuperati con un intervento congiunto di soccorso alpino, vigili del fuoco e personale sanitario intervenuto con l' elicottero, sono stati ricomposti nella camera mortuaria di Pozza di Fassa.

Leonardi, 56enne di Ala, amministratore dell'azienda di famiglia Costruzioni Leonardi, e Rizzoli, 55anni di Trento, fondatore e titolare della ditta Artecalore di Pergine, erano coscienziosi, con vent'anni di voli alle spalle. Il motoaliante sul quale erano partiti domenica a mezzogiorno dall'aeroporto Caproni lo avevano acquistato in società.

«Davide era prudente e scrupoloso: non avrebbe mai messo a repentaglio la vita sua e quella degli altri»: sono le parole della sorella Paola Leonardi. «Alessandro era attento a tutto, se anche c'era un po' di vento lui non volava - ha evidenziato la moglie di Rizzoli, Marta Bastiani - La sua frase era: "All'aliante devi sempre dare del lei. Devi rispettarlo"».

L'incidente aereo di domenica ha scosso la comunità trentina di appassionati di aliante, molti dei quali fanno riferimento alla Associazione volovelistica UniTn. «Leonardi e Rizzoli erano sicuramente esperti» concordano i piloti che li conoscevano. La giornata di domenica presentava caratteristiche favorevoli al volo, come dimostrano i decolli in sequenza che si sono registrati al Caproni nella mattinata di domenica.

Per fare chiarezza su ogni aspetto della vicenda la procura, che ha aperto un fascicolo di indagine per disastro aviatorio, ha disposto anche l'acquisizione della documentazione relativa alle condizioni meteo. Una seconda inchiesta sull'incidente è stata aperta dall'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo, che ha inviato un proprio investigatore sul luogo dello schianto già nella giornata di lunedì.

Il sopralluogo si è concluso e gli elementi raccolti sul posto saranno rielaborati alla luce di una successiva perizia sul mezzo. Il Soccorso alpino della guardia di finanza di Passo Rolle è stato incaricato delle operazioni di recupero dell'aliante, che avverranno probabilmente la prossima settima; il velivolo sarà quindi depositato in un hangar per consentire altri accertamenti.

Non si esclude che a causare lo schianto possa essere stato un guasto, anche se il motoaliante di Rizzoli e Leonardi era performante, il top di gamma. Intanto i resti del velivolo rimangono sul luogo dell'incidente, in un'area che rimane sotto sequestro.

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