No alla revisione della sentenza: «L'auto di servizio usata da Luisa Zappini per scopi personali»
L'avvocato Vittorio Manes ha sostenuto che non costituisce più reato la contestazione dell'uso dell'auto di servizio, in quanto la destinazione d'uso istituzionale era prevista non da disposizione di legge, ma da delibera provinciale e l'utilizzo aveva avuto "natura pubblica". Ma il giudice ha rigettato l'istanza
TRENTO. È stata respinta dal tribunale di Trento la richiesta dell'ex dirigente provinciale Luisa Zappini di parziale revoca della sentenza del 2020 di patteggiamento ad un anno e sei mesi, per tentato abuso d'ufficio (ci sarebbe stato un accordo sui contenuti del concorso per la Centrale unica dell'emergenza), truffa aggravata (per i permessi delle legge 104 usufruiti per andare in vacanza) e per peculato (l'uso dell'auto della Cue per fini privati). Il reato di abuso d'ufficio è stato abrogato, mentre è stato introdotto il "peculato per distrazione".
L'avvocato Vittorio Manes ha sostenuto che non costituisce più reato la contestazione dell'uso dell'auto di servizio, in quanto la destinazione d'uso istituzionale era prevista non da disposizione di legge, ma da delibera provinciale e l'utilizzo aveva avuto "natura pubblica".
Ma il giudice ha rigettato l'istanza, ritenendo che l'uso del mezzo era avvenuto per scopi personali e non con finalità pubbliche.