Montessori, i genitori temono tagli: vane le richieste di confronto all’assessora Gerosa
Le associazioni di genitori spiegano di aver scritto tre volte in Provincia sulla richiesta di ampliamento del numero di sezioni attive in Trentino dato che ogni anno sempre più bambini non possono essere accolti in questi percorsi
TELEFONINI Gerosa: a scuola sì al regolamento, no al divieto
PROVINCIA Bonus terzo figlio, scontro in giunta. Gerosa: «Sospendiamolo»
TRENTO - Aprile, maggio, giugno: le rappresentanti e i rappresentanti delle associazioni di genitori che raccolgono le famiglie di alunne e alunni dei percorsi Montessori attivi in provincia hanno atteso pazientemente di avere risposta alle loro tre missive inviate all’assessore Francesca Gerosa e ai vertici del dipartimento della conoscenza.
Invano. Inizialmente, la richiesta era semplicemente quella di avere un confronto sulla possibilità di ampliare il numero di sezioni attive in Trentino dato che ogni anno le richieste che rimangono inevase sono sempre di più.
Poi, con il passare dei mesi, quando la primavera stava lasciando spazio all’estate e mentre la vicepresidenza della Provincia cambiava titolare (le associazioni, bontà loro, hanno atteso con pazienza consapevoli anche di questa situazione, per spiegare il silenzio assessorile), voci poco rassicuranti hanno iniziato a circolare, generando nelle famiglie montessoriane un brutto sospetto.
Non solo non si vuole parlare di ampliare l’offerta, ma il rischio è che gli organici esistenti, per le sezioni attive, vengano ridotti. Una questione che è stata al centro dell’ultima missiva senza risposta, quella inviata dalle associazioni il 20 giugno scorso: «A seguito delle due mail inviate nei mesi scorsi come Associazioni Montessori del Trentino, stiamo ancora attendendo una Sua cortese risposta al nostro invito al dialogo. Siamo spinti ora con urgenza, a richiederLe nuovamente un incontro per avere chiarimenti in merito all'organico previsto per le sezioni di scuola primaria Montessori per l'anno scolastico 2025/2026, dato che è circolata la notizia che potrebbe subire delle variazioni rispetto ai 10 anni precedenti.
Le nostre associazioni rappresentano centinaia di famiglie che attualmente sono allarmate dalla mancanza di informazioni precise in merito. Sicuri di una sollecita risposta da parte Sua o di un Suo funzionario, siamo a richiedere di poter definire un momento di incontro entro la fine del mese di giugno per chiarire questa situazione».
Timori che paiono fondati, quelli dei rappresentati delle associazioni di Trento, Vallagarina, Alto Garda, Alta Valsugana e Val di Non: in Provincia il metodo Montessori è applicato con successo e soddisfazione delle famiglie in quattro istituti comprensivi coinvolgendo oltre quattrocento alunni e una quarantina di docenti.
Ora anziché crescere lungo il solco tracciato in questo percorso di eccellenza, riconosciuto e premiato anche a livello nazionale e internazionale dalle reti Montessori, piazza Dante sembra volersi disimpegnare, tagliando l’organico fino a ridurre la dotazione degli istituti da dieci a nove docenti e lasciando che siano i singoli istituti a completare gli organici andando così in un colpo solo rischiare di impoverire i percorsi Montessori e di mettere in difficoltà gli istituti già troppo spesso alle prese con difficoltà di reperimento di docenti per garantire pienamente la copertura delle classi.
Starà ora all’assessore Gerosa rassicurare le famiglie - facendo loro arrivare l’attesa risposta o l’agognato invito al confronto - o aprire del tutto il rubinetto della doccia fredda. Che per carità, con la canicola di questi tempi andrebbe anche bene. Ma a settembre forse meno.