Scuola

Rapporto Invalsi 2025: "promossi" gli studenti trentini

Le prove standardizzate dei scorsi mettono in luce livelli di performance favorevoli, soprattutto nei gradi più alti del ciclo d'istruzione, con posizioni più alte della media nazionale in italiano, matematica e inglese. L'assessora Gerosa: "È bene analizzare i risultati in modo articolato e approfondito e su questo lavoreremo nelle prossime settimane"

TRENTO - I dati del Rapporto Invalsi 2025 presentati oggi a Roma, sulle prove standardizzate condotte nei mesi di marzo, aprile e maggio, mettono in luce una scuola trentina in grado di mantenersi salda su livelli di performance favorevoli, soprattutto nei gradi più alti del ciclo d'istruzione.

In particolare, se i risultati dei nostri allievi nei due gradi della Primaria appaiono in linea con le medie nazionali e del Nordest, nelle Secondarie sia di primo che di secondo grado, gli esiti degli studenti trentini registrano differenziali molto significativi, in molti casi di oltre 15 punti percentuali, rispetto alla media del Paese sia in italiano, sia in matematica, sia in inglese.

Anche in termini di eccellenze e, all'opposto, di rischi di dispersione scolastica implicita al termine del primo e del secondo ciclo d'istruzione, i risultati ottenuti sono positivi per la provincia rispetto ai dati nazionali.

"L'analisi delle prove Invalsi costituisce sempre un importante e stimolante occasione di riflessione sullo stato del sistema educativo di istruzione e formazione - sottolinea l'assessora all'istruzione Francesca Gerosa -. Chiaramente i livelli di apprendimento degli studenti sono il frutto di diversi fattori interconnessi e di molteplici attori che intervengono nei processi educativi, per cui è bene analizzare tali risultati in modo articolato e approfondito, avendo a disposizione tutti i dati censuari della rilevazione e non solo le evidenze campionarie e su questo lavoreremo nelle prossime settimane. Quest'anno sarà possibile pure condividere le analisi con il nuovo Comitato Provinciale di Valutazione, il cui qualificato contributo sarà indispensabile per cogliere e mettere in campo le migliori strategie di intervento, alcune delle quali già per altro avviate con la supervisione del presidente di Invalsi Roberto Ricci nell'anno scolastico in corso.

Il nostro impegno è continuo con l'obiettivo di assicurare le condizioni più favorevoli affinché le scuole possano lavorare al meglio, ben sapendo che qualsiasi investimento e innovazione nella scuola richiedono una prospettiva temporale di medio-lungo termine. A inizio legislatura abbiamo avviato un percorso che abbraccia la scuola a 360°, affrontando nuove sfide che siamo certi diventeranno nuove opportunità per il futuro dei nostri ragazzi e del Trentino".

L'Alto Adige si conferma a livello nazionale tra le aree con il più alto tasso di partecipazione alle prove. "Già questo riscontro testimonia il valore del lavoro svolto dal personale scolastico e l'attenzione che il nostro sistema riserva alla qualità della didattica", dice il vicepresidente della Provincia e assessore all'Istruzione Marco Galateo. "Le prove Invalsi rappresentano uno strumento fondamentale per orientare in modo sempre più efficace le politiche educative. I dati raccolti ci aiuteranno a valorizzare ciò che funziona ed intervenire, dove necessario, con azioni mirate", aggiunge Galateo.

I dati Invalsi 2025 confermano gli ottimi risultati in inglese. Alla fine della scuola primaria il livello A1 viene raggiunto dal 93% di alunne e alunni in lettura (reading) e dall'89% in ascolto (listening), superando la media nazionale. Anche alla fine della scuola media, gli esiti in inglese sono eccellenti a livello nazionale: l'87% raggiunge il livello A2 in reading e l'85% consegue lo stesso livello in listening. Al termine della scuola superiore il 67% raggiunge il livello B2 in reading e il 68% consegue lo stesso livello in listening, con risultati nettamente superiori a quelli nazionali.

Nella scuola primaria, sia in italiano che in matematica si osserva un miglioramento in termini di alunni che raggiungono la fascia base sia al grado 2 che al grado 5. Si registrano alcune criticità nella scuola media (grado 8). Il gap viene colmato già in seconda superiore (grado 10) e confermato al termine del percorso scolastico (quinta superiore - grado 13). In italiano, infatti, il 52% degli studenti e delle studentesse raggiunge almeno il livello 3 come a livello nazionale, mentre in matematica la quota è del 50%. In merito alla quota di studenti e studentesse che concludono la scuola superiore in condizione di dispersione implicita (cioè risultati non adeguati in tutte le discipline della prova Invalsi), il dato della Scuola italiana (4%) è significativamente inferiore rispetto a quello nazionale (9%).

"Analizzeremo i dati completi ed i risultati. Il monitoraggio costante si conferma essenziale per il continuo miglioramento del sistema educativo", spiega Terence Leoni, direttore del Servizio provinciale di valutazione per l'istruzione e la formazione in lingua italiana. "L'analisi sarà molto utile anche per il progetto Effetto scuola, avviato per favorire l'innovazione didattica e il miglioramento degli apprendimenti", rimarca il sovrintendente scolastico Vincenzo Gullotta.

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