Fisco

Otto per mille, la Chiesa resta in vetta ma è in calo

Le scelte dei trentini: in dieci anni in aumento chi opta per lo Stato. A sorpresa crescono sensibilmente le persone che decidono di devolvere l’importo a loro disposizione a favore delle chiese buddiste e induiste

TRENTO. Diminuiscono i fedeli che frequentano assiduamente le celebrazioni religiose, ma la disaffezione negli ultimi anni tocca anche il portafoglio della Chiesa. I dati dell'8 per mille relativi alle dichiarazioni dei redditi del 2021 pubblicati dal ministero dell'Economia e delle Finanze confermano una tendenza che si era già osservata negli scorsi anni: cala il numero di cittadini che decide di conferire la parte fiscale su cui è possibile effettuare una scelta alla chiesa cattolica mentre aumenta il numero di coloro che decidono di assegnare l'8 per mille allo Stato. I numeri parlano chiaro, anche in Trentino.

La Chiesa mantiene il primato per quanto riguarda il numero di contribuenti che scelgono a chi riservare l'8 per mille (117.468 contro 57.543) ma il trend non lascia dubbi al fatto che più contribuenti preferiscono lo Stato. In cinque anni la riduzione percentuale per la Chiesa è stata del 18,6% mentre per quanto riguarda lo Stato l'aumento è stato del 70%.Tengono in generale le altre chiese con una sensibile diminuzione delle donazioni per l'Unione comunità ebraiche italiane e un aumento invece delle donazioni al mondo buddista e induista. Da notare che negli ultimi cinque anni in Trentino è diminuito il numero dei contribuenti anche se in parte questo calo è stato compensato dal numero delle scelte espresse valide, anch'esse diminuite ma in modo minore. Scelte che rimangono comunque un numero decisamente inferiore rispetto a coloro che non danno una preferenza.

Ma come vengono ripartiti i fondi legati alle scelte non espresse? I fondi assegnati a ciascuno dei destinatari sono proporzionali al numero delle preferenze ricevute. Poiché la maggior parte dei contribuenti non esprime alcuna opzione, accade dunque che gli orientamenti manifestati da quanti hanno invece esplicitato la scelta determinano anche la ripartizione dei fondi relativi alle scelte non espresse. Lo scorso anno l'Arcidiocesi di Trento aveva ricevuto per l'8 per mille un importo complessivo pari a 979.294,11 euro. Era stato impiegato per sostenere realtà impegnate nel contrasto alla marginalità e nella promozione del bene comune.

La parte più consistente dei fondi, pari a 850.000 euro, è stata destinata come di consueto alla Fondazione Caritas Diocesana, attiva nell'emergenza sociale e dell'accompagnamento alle persone in difficoltà.

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