Un’intera comunità unita per l’ultimo saluto a Mattia Debertolis: «Guidato dalla bussola del cuore»
La cerimonia nel grande prato in località Camp, all'imbocco della Val Canali: un'area che è stata scelta dalla famiglia perché significativa per Mattia, che proprio lì aveva vinto i campionati studenteschi nel 2011
TRENTO. È una giornata del lutto, quella di oggi in Primiero, dove un’intera comunità si è raccolta per dare l’ultimo saluto a Mattia Debertolis, il ventinovenne morto a seguito di un malore durante la prova di orienteering dei World Games a Chengdu, in Cina.
La cerimonia si svolge nel grande prato in località Camp, all'imbocco della Val Canali: un'area che è stata scelta dalla famiglia perché significativa per Mattia, che proprio lì aveva vinto i campionati studenteschi nel 2011 e perché ampia quel che è necessario per permettere ai tantissimi che vorranno omaggiare Mattia e stringersi ai suoi cari (tra loro il ministro Abodi, nella foto sotto) di poter trovare spazio, cosa che nella Pieve della sua Transacqua non sarebbe sicuramente stato possibile.
La famiglia ha voluto per questo ringraziare il Comune e tutti coloro che si sono spesi per approntare l'area.
"Mattia ci accoglie a casa, tra le bellezze della nostra terra, al cospetto delle Pale di San Martino. Un abbraccio di tutto cuore ai familiari, agli amici di Mattia e a tutte le istituzioni", ha detto il parroco don Giuseppe Da Pra aprendo la cerimonia, dopo il canto del Coro Sass Maor di Primiero.
È stato letto anche un messaggio dell'arcivescovo di Trento Lauro Tisi: "Mattia lascia in eredità tanta ricchezza nel cuore di molti. A noi il compito di conservare gelosamente questo tesoro di umanità. Grazie Mattia per aver orientato la tua esistenza su ciò che conta davvero, mostrando anche ai tuoi cari i sentieri del buono e del bello che profumano di eternità già in questa vita. Prego affinché tu possa percorrerli per sempre nella luce del Signore".
"Quest'oggi ci lasciamo prendere per mano da Mattia. Sin da ragazzo, insieme ad altri amici, si è appassionato allo sport, in particolare all'orienteering. Saper scegliere il giusto percorso, con carta e bussola. E correre, gustando la natura, ogni palmo dell'ambiente, la terra". Sono ancora le parole di don Giuseppe Da Pr. "Mattia ha avuto una bussola del tutto speciale, un orientamento che lo ha fatto apprezzare", ha ricordato il sacerdote. "E quella è una bussola del cielo: il suo cuore. Grazie alla sua famiglia anzitutto, ai maestri, ai tanti amici, iniziando dall'Us Primiero. Una bussola del cuore unica, fatta di passione, di sorriso, di serietà, di umiltà, che lo ha portato ai campionati italiani, alla Nazionale, fino alla Coppa del mondo. Ha annoverato tante vittorie. Una di queste proprio qui, in Val Canali", ha ricordato don Da Pra. Il sacerdote ha quindi rinnovato l'abbraccio alla mamma Erica, al papà Fabio, al fratello Nicolò, alla nonna Delia, alla compagna Jessica, a tutti gli altri familiari e ai tanti amici presenti. "Con la bussola del cielo, con il sorriso di Mattia, con l'orientamento della sua passione, continuate a esplorare la gioia del vivere, della gratuità, della capacità che ha lo sport di stringere vincoli di amicizia in un mondo che conosce un'emorragia di umanità. Caro Mattia, grazie. Che il bosco ti accolga, il soffice muschio accompagni le tue notti, il vento ti accarezzi il sudore e la fatica dei tuoi compagni ti faccia ricordare che sei ancora uno di loro, un grande, e che ora puoi gareggiare nelle foreste del paradiso, dove le lanterne hanno le sembianze degli angeli e i passi il volto di Dio".