Il caso

Clandestino, arrestato nel 2023, «obbligato»dal giudice a stare in Italia

Finito nei guai, non può allontanarsi ma deve andare dai carabinieri 3 volte la settimana: così ha deciso il gip. Grazie a questa disposizione, è stato assolto dall'accusa di aver violato il Testo unico dell'immigrazione

di Marica Viganò

TRENTO. Senza una casa in cui stare e senza documenti, se per ora può rimanere in Italia lo deve proprio ai guai che ha combinato. Un giovane tunisino, che vive da tempo in modo irregolare a Trento, è stato - di fatto - obbligato dal giudice a rimanere nel capoluogo, in attesa che si concluda il procedimento penale in corso.

L'anomalia, ossia questa sorta di "autorizzazione" a stare sul territorio, è emersa nel corso di un altro procedimento aperto nei confronti del tunisino proprio per la sua situazione di irregolarità, ossia per aver violato il Testo unico dell'immigrazione. Il giovane straniero era stato fermato dalle forze dell'ordine nel corso di un controllo di routine, nel gennaio 2024.

Non aveva documenti con sé, anzi sulla corretta identificazione c'è stato un problema di alias: grazie alle verifiche della questura di Trento, con la collaborazione del Consolato generale di Tunisia a Milano alla fine è stato possibile accertare nome e nascita. Appurata l'identità, si è dunque aperto il procedimento per violazione del Testo unico dell'immigrazione. Il " colpo di scena" è stato sul finale: a fronte della documentazione depositata, il pubblico ministero ha chiesto l'assoluzione. Il giudice, accogliendo la tesi della difesa di non punibilità e la richiesta del pm, ha assolto il tunisino perché il fatto non costituisce reato.

Dalla documentazione agli atti è emerso che il giorno in cui era stato fermato dalle forze dell'ordine e denunciato perché irregolare (nel gennaio 2024) era sottoposto alla misura cautelare dell'obbligo di presentarsi per tre volte la settimana alla caserma dei carabinieri. Tale provvedimento era stato preso dal giudice per le indagini preliminari, in sostituzione della misura detentiva. Come ricostruito, infatti, il tunisino era stato arrestato nell'agosto 2023 per altri reati e dopo aver trascorso un periodo in cella era stato liberato ma con obbligo di firma presso i carabinieri.

Nella sentenza di assoluzione, il giudice evidenzia che alla data del controllo delle forze dell'ordine l'imputato «non poteva allontanarsi su ordine del gip perché sottoposto a misura cautelare personale nell'ambito di un procedimento penale pendente presso il tribunale di Trento».

Dunque non si può dire che si sia trattenuto in Italia senza permesso di soggiorno. Ciò non significa che lo straniero abbia il via libera per stare qui per sempre, ma in attesa che la giustizia faccia il suo corso ha il permesso, anzi l'obbligo, di rimanere.

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