Il fatto

Caccia al fringuello, consegnate 6.500 firme a Failoni: "Deroga senza basi, va annullata"

La petizione recapitata all’assessore dalle associazioni ambientaliste. Il Wwf: "In un colpo solo il Trentino cancella trentacinque anni di tradizione di tutela della specie" (foto di Daniele Panato)

TRENTO. Oggi, giovedì 18 settembre, sono state consegnate all’assessore all’Artigianato, Commercio, Turismo, Foreste, Caccia e Pesca della Provincia autonoma di Trento, Roberto Failoni, 6.500 firme provenienti da una petizione promossa da ENPA, LAV, Legambiente, LIPU e WWF finalizzata a chiedere la sospensione della deroga che autorizza l’abbattimento di oltre 12.000 fringuelli (Fringilla coelebs), specie non cacciabile. 

"Il Trentino ha costruito negli anni una reputazione internazionale di destinazione ambientalista: come rileva l’indagine DOXA sul turismo recentemente pubblicata, chi sceglie la nostra Provincia lo fa pernatura autentica, aria pulita e paesaggi incontaminati". Lo afferma in una nota il Wwf del Trentino.

"Un atto come quello contestato dalle Associazioni incrina pesantemente quell’immagine e contraddice le stesse politiche di promozione territoriale: non vi è beneficio pubblico misurabile che compensi il danno reputazionale e culturale. In un colpo solo il Trentino cancella anzi trentacinque anni di tradizione di tutela della specie, che anche grazie a questa tutela di lungo corso è presente con grandi contingenti". 

 

"Questi numeri - ritengono le Associazioni - sono comunque ampiamente insufficienti a giustificare l'uccisione di animali grandi quanto il bossolo che i cacciatori gli userebbero contro. In questa scelta, il Trentino non è seguito nemmeno da province confinanti come quella di Bolzano, ad ulteriore dimostrazione dell'antistoricità di questo provvedimento. Le firme raccolte inoltre superiori al numero dei cacciatori da capanno e, secondo le nostre stime, all’intero corpo dei cacciatori attivi in Provincia - indicano con chiarezza che la deroga non risponde all’interesse generale".

"Chiediamo alla Giunta provinciale un atto di prudenza istituzionale, ovvero, di annullare immediatamente in autotutela il provvedimento, evitando prelievi irreversibili su una specie non cacciabile e prevenendo ulteriori contenziosi oltre a quello già presentato dalle Associazioni di fronte al TAR di Trento in discussione il 25 settembre.

L'opposizione non nasce da ostilità verso i cacciatori, molti dei quali certamente non aderiranno a questo scellerato provvedimento, quando dall’amore per la natura, dal rispetto delle regole europee e dal buon senso amministrativo. Annullare la deroga è la scelta più giusta per il Trentino".

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