Provincia

Azienda sanitaria universitaria integrata, via all’esame in Commissione: cosa cambierà nella sanità trentina

Presentato il disegno di legge che istituisce l’Asuit: Tonina e Ziglio spiegano obiettivi, tempi e impatto sul sistema sanitario trentino

TRENTO. La Quarta Commissione permanente del Consiglio provinciale, presieduta da Maria Bosin (Patt), ha avviato a Palazzo Trentini l’esame del disegno di legge che darà vita all’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino (ASUIT).

Il provvedimento, proposto dall’assessore alla salute Mario Tonina, riscrive la legge provinciale sulla tutela della salute del 2010 e introduce una governance completamente rinnovata. L’obiettivo è quello di integrare in modo stabile il sistema sanitario provinciale con le attività di ricerca e formazione dell’Università di Trento.

La nuova azienda entrerà in funzione dal 1° gennaio 2026. Saranno creati dipartimenti ad attività integrata, un Comitato di indirizzo e nuove figure direttive, come il responsabile scientifico. Tutti i rapporti giuridici e contrattuali dell’attuale Apss saranno garantiti anche nel passaggio alla nuova struttura.

Tonina: “Un modello che valorizza tutto il territorio”

Nel presentare il ddl, Tonina ha spiegato che la nascita dell’Asuit “è un passaggio necessario: ogni scuola di medicina deve poter contare su una propria azienda sanitaria di riferimento, per unire didattica, ricerca e assistenza”.

L’assessore ha precisato che l’integrazione non riguarderà un singolo ospedale ma l’intero sistema trentino, coinvolgendo tutti i presidi sul territorio. “È una scelta inclusiva – ha detto – che renderà più attrattivo il sistema sanitario e offrirà nuove opportunità ai giovani”.

Tonina ha anche risposto ai dubbi del consigliere Paolo Zanella (Pd del Trentino) sul Piano provinciale della salute, chiarendo che “sarà pienamente attuato il DM 77”, con il Distretto sanitario come nodo di collaborazione tra Azienda, Comuni e Comunità di valle.

Ziglio: “Il protocollo con l’Università definirà gli aspetti pratici”

Il direttore generale dell’Apss, Andrea Ziglio, ha illustrato la struttura della futura Asuit, spiegando che un protocollo d’intesa tra Provincia e Università di Trento definirà nel dettaglio come funzionerà la collaborazione.

Il documento stabilirà la partecipazione dell’università alla programmazione sanitaria, i criteri di integrazione, le modalità di collaborazione nella ricerca e le procedure per le nomine condivise.

“L’Asuit è una grande opportunità – ha affermato Ziglio – che va gestita con equilibrio, valorizzando le competenze esistenti e garantendo continuità al servizio sanitario”.

Il dibattito tra i consiglieri

Durante la discussione, Eleonora Angeli (Lista Fugatti) ha richiamato l’importanza della formazione sanitaria e dei progetti europei come Euveca, ideato da FBK. Paolo Zanella (PD del Trentino) ha apprezzato l’integrazione universitaria ma ha giudicato la legge “poco autonoma” rispetto alla normativa statale.

Paola Demagri (Casa Autonomia) ha chiesto chiarimenti sui ruoli del responsabile scientifico, sulle differenze tra aziende sanitarie universitarie e sull’impatto contrattuale per il personale. Francesco Valduga (Campobase) ha invitato a investire di più su ricerca e innovazione per rendere il modello trentino un riferimento alpino.

Stefania Segnana (Lega) ha ricordato l’avvio della facoltà di medicina come scelta “coraggiosa e necessaria per formare professionisti sul territorio”.

Prossimi passi

La presidente Bosin ha annunciato che la Commissione tornerà a riunirsi già la prossima settimana per un ciclo di audizioni, che coinvolgerà Azienda sanitaria, Università di Trento, ordini professionali, Consulta della salute, Comuni, sindacati e Upipa.

Su richiesta di Angeli, saranno ascoltati anche Anna Brugnolli, Cristina Moletta, Diego Conforti e Franca Bellotti. Il nuovo incontro sul ddl 66 è fissato per lunedì 13 novembre.

In Commissione anche il ddl Maestri sul benessere familiare

Nel corso della stessa seduta, la Commissione ha ripreso l’esame del ddl n. 43, proposto da Lucia Maestri (PD del Trentino), che introduce contributi provinciali aggiuntivi per chi usufruisce di congedi parentali.

Il contributo potrà arrivare fino a 2.000 euro al mese (2.500 per i padri) e sarà gestito in coordinamento con l’Inps. Il ddl prevede anche un regolamento entro fine 2025 per rafforzare i servizi di conciliazione famiglia-lavoro oltre la fascia 0–6 anni.

Maestri ha criticato i ritardi della Giunta nell’applicare gli articoli approvati con la finanziaria 2024, mentre l’assessore Achille Spinelli ha assicurato che gli uffici stanno lavorando per trovare soluzioni e che il confronto proseguirà nei prossimi giorni.

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