Pistola contro la ex compagna per soldi: scagionato dalla “grafia”
I fatti contestati risalirebbero al 2017, quando l'uomo avrebbe minacciato la sua ex di rivelare dettagli intimi della loro relazione, se lei non gli avesse restituito tutto il denaro. Cosa che lei avrebbe fatto, pagando delle rate che ad un certo punto avrebbe interrotto di versare. A quel punto, secondo le ricostruzioni, l'uomo sarebbe andato per vie legali per riavere la somma prestata
TRENTO. Era stato condannato, in abbreviato, a 4 anni e 8 mesi per i reati di estorsione e stalking nei confronti di una donna, con la quale aveva avuto una relazione. Fra le pesanti accuse a suo carico, quella di averle puntato una pistola alla tempia, costringendola a firmare una dichiarazione di garanzia che la impegnava a restituirgli i soldi che le aveva prestato. Decine di migliaia di euro. Ma la Corte d'Appello ha ribaltato la sentenza di primo grado, assolvendo con formula piena l'imputato, 57enne trentino, difeso dall'avvocato Andrea de Bertolini. «Il fatto non sussiste».
A scagionarlo, in particolare, il documento scritto dalla donna nel momento in cui - secondo la sua testimonianza - sarebbe stata messa sotto pressione con l'arma. Secondo la difesa, si tratterebbe di una lunga lettera scritta con una grafia corretta e ordinata, senza presentare cancellature e nemmeno errori di punteggiatura. Dunque, senza «incertezze».
Elementi che hanno convinto i giudici, portandoli al verdetto. La stessa procura generale aveva chiesto di riconoscere soltanto il reato di stalking, ma senza quantificare la pena e rimettendosi alla Corte. I fatti contestati risalirebbero al 2017, quando l'uomo - stando agli atti - avrebbe minacciato la sua ex di rivelare dettagli intimi della loro relazione, se lei non gli avesse restituito tutto il denaro. Cosa che lei avrebbe fatto, pagando delle rate che ad un certo punto avrebbe interrotto di versare.
A quel punto, secondo le ricostruzioni, l'uomo sarebbe andato per vie legali per riavere la somma prestata. E in questo frangente, lei ha mosso le prime accuse, fra cui anche quella di stalking, reato perpetrato, a sua detta, fino al 2020.
Aperto un fascicolo d'indagine dalla procura di Trento, il 57enne era stato condannato a 4 anni e 8 mesi e a 1.200 euro di multa, oltre a una provvisionale di 30mila euro come risarcimento nei confronti della vittima che, rappresentata al tempo dall'avvocato Maurizio Pellegrini, si era costituita parte civile. In secondo grado, però, l'impianto accusatorio non ha retto.