Politica

Indennità, un emendamento per cambiare: la Svp vuole stoppare l’aumento del 7,2%

La proposta del partito altoatesino per modificare la norma e congelare gli imminenti nuovi aumenti del 7,2% legati al rinnovo contrattuale dei dipendenti regionali per il triennio 2025-2027 e i relativi arretrati. Forti resistenze nel centrodestra e non solo. Cgil, Cisl e Uil all'attacco: fermare tutto per rispetto dei cittadini

di Luisa Maria Patruno

TRENTO. La Svp vuole proporre già oggi ai capigruppo di maggioranza - e poi anche all'opposizione - la sua proposta di modifica della norma sulle indennità dei consiglieri regionali/provinciali per stoppare gli imminenti nuovi aumenti del 7,2% legati al rinnovo contrattuale dei dipendenti regionali per il triennio 2025-2027 e i relativi arretrati.L'idea, che il capogruppo della Volkspartei, Harald Stauder, illustrerà ai colleghi consiglieri è quella di mantenere un meccanismo di rivalutazione delle indennità, quindi non eliminare ogni automatismo, come vorrebbe il disegno di legge di Filippo Degasperi (Onda), ma in modo da produrre aumenti più contenuti rispetto a quelli imbarazzanti e senza eguali che si sono avuti con l'aggancio al rinnovo contrattuale dei dipendenti regionali.

Così, anche grazie a un'analisi tecnica effettuata dagli uffici del consiglio regionale, la Svp proporrà di agganciare le indennità dei consiglieri regionali all'aumento medio di tutti i contratti collettivi del Trentino e dell'Alto Adige, dal settore pubblico al commercio e turismo, all'industria, che come si può ben capire è ben più bassa rispetto agli aumenti contrattuali periodicamente riconosciuti ai soli dipendenti regionali. Il nuovo meccanismo eliminerebbe poi l'altro effetto del pagamento degli arretrati, che ha fatto gridare allo scandalo quando quest'anno in due tranche sono arrivati nelle tasche dei consiglieri arretrati pari a 13.400 euro lordi per il 2024 e oltre 19.000 euro per il 2022 e il 2023 per effetto dell'aumento del 10,7% del contratto dei regionali che ha portato l'indenntà mensile a 11.563,64 euro lordi.

E visto che c'è una certa urgenza di approvare le modifiche, per evitare che scatti l'ulteriore aumento del 7,2% per il triennio 2025-2027 a seguito dell'imminente firma del rinnovo contrattuale per i dipendenti regionali, ecco che in casa Svp si sta pensando di proporre subito, già oggi, un emendamento al disegno di legge di variazione di bilancio della Regione, che è all'ordine del giorno, e approvare il nuovo meccanismo. L'accelerazione supererebbe dunque la discussione che si è aperta in prima commissione sul disegno di legge di Degasperi per abolire ogni automatismo. La commissione si torna a riunire domani.L'ostacolo per chi come il presidente della Regione, Arno Kompatscher, ha sostenuto l'esigenza di mettere mano urgentemente alla legge e ha mosso il suo partito in questa direzione, è che tra i consiglieri di maggioranza - anche all'interno della stessa Svp e dei partiti del centrodestra - oltre che tra quelli di minoranza, molti sarebbero contrari ad intervenire nuovamente per limitare gli aumenti delle indennità.

Quindi, si scoprirà solo questa mattina, quando si aprirà il confronto innanzitutto nel centrodestra, se si troverà una convergenza sulla proposta di cambiare il meccanismo di rivalutazione delle indennità oppure i consiglieri cercheranno di difendere con le unghie e con i denti il meccanismo attuale che è così generoso. Il presidente Kompatscher nel luglio scorso si era sbilanciato, promettendo un intervento per scongiurare i nuovi aumenti, durante la discussione dell'assestamento di bilancio quando Paolo Zanella (Pd) aveva presentato un emendamento - poi bocciato - per eliminare ogni meccanismo automatico.

Poi, il governatore altoatesino aveva sollecitato il presidente del consiglio regionale, il leghista Roberto Paccher, a prendere in mano la questione ed elaborare un disegno di legge. Paccher però non lo ha voluto fare, dicendo che non toccava a lui e anche Lega e FdI si sono tenuti alla larga. Il che la dice lunga.

I SINDACATI: AUMENTI DA BLOCCARE

“Gli aumenti fuori scala delle consigliere e consiglieri regionali vanno bloccati subito. E va trovato in tempi brevi un meccanismo di calcolo che garantisca equità e misura. Criteri che l’attuale sistema non è in grado di assicurare”. Lo dicono i segretari provinciali di Cgil Cisl Uil che fanno appello alla responsabilità di tutte le forze politiche.

“Non è più tempo di giocare al gatto e al topo. E’ ora in modo responsabile e rispettoso delle cittadine e dei cittadini il Consiglio metta mano all’attuale meccanismo, dimostrando di voler affrontare la questione in modo trasparente senza rinvii strategici, calcoli fantasiosi e scorciatoie”, sottolineano Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Largher, che non apprezzano il tentativo di sfilarsi di alcune forze politiche.

“Fare di tutto perché non si affronti la questione equivale a sostenere che l’attuale meccanismo di calcolo va bene così come è. Si abbia almeno il coraggio di giustificare a lavoratori e pensionati che è normale incassare aumenti di migliaia di euro, somme anche cinque, dieci volte superiori all’aumento medio contrattuale di un barista o un commesso”.

Per i sindacati, al di là delle proposte in campo, la strada è una sola: definire incrementi che siano equivalenti, in valore assoluto, alla media degli aumenti contrattuali nel settore pubblico e privato. “Solo così si potrà garantire un trattamento equo”, concludono i tre sindacalisti.

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