Gravi minacce e lesioni, costretta a vendere casa: il fratello dovrà risarcirla
L'episodio ricostruito in aula, grazie anche al racconto dei testimoni, rappresenta l'apice di una situazione assai complessa, in cui i legami di sangue anziché favorire un rapporto di stima e di rispetto diventano un laccio da cui è necessario liberarsi
TRENTO. L'aggressività e le minacce del fratello l'hanno esasperata al punto da decidere di mettere in vendita il proprio appartamento, all'interno della casa familiare. La donna, pur di liberarsi dell'immobile e di andar a vivere in un altro posto, era anche pronta ad accettare un'offerta al ribasso.
Peccato che, quando l'affare stava per concludersi, a dicembre 2023, è intervenuto il fratello a mettere scompiglio e non solo: l'ha colpita ripetutamente alla testa e al volto, facendola cadere. La vittima è stata costretta a ricorrere alle cure del pronto soccorso; la prognosi di guarigione è stata di due giorni.
«Sono stato provocato, lei mi filmava con il telefonino» ha provato a difendersi l'uomo. Il giudice non è stato dello stesso parere e l'ha condannato ad una multa di 1.500 euro, al pagamento delle spese processuali e a versare alla sorella 2mila euro di risarcimento dei danni, nonché a coprire la spesa di costituzione di parte civile pari ad altri 1.500 euro. Il conto sale così a 5mila euro.
L'imputato è finito a processo per i reati di minacce e di lesioni personali commessi in danno della sorella. L'episodio ricostruito in aula, grazie anche al racconto dei testimoni, rappresenta l'apice di una situazione assai complessa, in cui i legami di sangue anziché favorire un rapporto di stima e di rispetto diventano un laccio da cui è necessario liberarsi. Ed è così che, per recuperare un po' di tranquillità, la vittima è stata costretta a mettere in vendita la sua abitazione, che si trova nella stessa struttura in cui vive il fratello.
Quest'ultimo, il giorno dell'aggressione, essendosi accorto della presenza di estranei interessati all'appartamento, è corso lungo le scale, si è avvicinato alla sorella e l'ha minacciata. «Te smaco» («Ti faccio male») sono state le sue parole, che hanno di poco preceduto la violenza. La vittima ha ripreso tutto il cellulare, ma a suo favore ci sono state anche le testimonianze delle due persone che erano con lei, ossia la potenziale acquirente dell'abitazione e l'agente immobiliare.
«Le circostanze prospettate dalla difesa, relative ad una presunta provocazione, non trovano concreto riscontro né nei fatti né nelle testimonianze raccolte - evidenzia il giudice - Non sussistono i presupposti per il riconoscimento della particolare tenuità del fatto, atteso che la condotta dell'imputato risulta connotata da intenzionalità».
È emerso che tali comportamenti si erano ripetuti nel tempo, confermando la continuazione del reato. Il risarcimento del danno è stato calcolato in base alle lesioni subite dalla vittima e anche tenendo conto «dell'incidenza della condotta sulla serenità e sulle scelte di vita della persona offesa».