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Droghe sintetiche sempre più potenti, l’esperta: “Le persone non si rendono conto dei rischi”

L’intervista a Ermelinda Levari, direttrice dell'Unità operativa dipendenze dell'Azienda sanitaria provinciale, dopo che a Brunico è stato accertato il primo decesso in Italia per nitazeni

BRUNICO Primo morto per overdose di nitazeni in Italia
 

di Marica Viganò

TRENTO. Nascono in laboratori clandestini, attraversano le frontiere in pacchi consegnati a domicilio e hanno l'aspetto di innocue pastiglie. Sono gli oppioidi sintetici, che presentano miscugli sempre diversi e sempre più potenti di sostanze. A Brunico è stato accertato il primo decesso in Italia per nitazeni: vittima un 28enne operaio, a cui è stato un amico - ora arrestato - a fornire la sostanza acquistata sul dark web.

«Le droghe sintetiche vengono solitamente assunte per lo sballo di una sera. Si presentano come pastiglie e, purtroppo, sotto questa forma ed in contesti sociali si minimizza il rischio rispetto alle sostanze che si iniettano in vena. Ma il nitazene, solo per fare un esempio, è una sostanza considerata 40 volte più potente del fentanyl» spiega Ermelinda Levari, direttrice dell'Unità operativa dipendenze dell'Azienda sanitaria provinciale.

Dottoressa Levari, avete traccia dell'assunzione di nitazeni anche nella nostra provincia?

Al momento non abbiamo rilevato questa sostanza tra i nostri utenti, ma va precisato che noi intercettiamo quella parte della popolazione che si rivolge ai nostri servizi. Ribadisco ciò che ho detto in passato, ossia che le nuove sostanze psicoattive sono numerosissime e che vengono prodotte continuamente da laboratori clandestini: è necessaria la massima attenzione. È nostro dovere fare informazione anche tra le persone che non vengono da noi.

Dai laboratori clandestini alla singola persona che cerca lo sballo: come fanno queste sostanze a diffondersi con facilità?

Nella maggior parte dei casi si acquistano sul dark web. Ribadisco che possono essere letali: è sufficiente anche una quantità minore per avere effetti mortali, per arrivare ad un'overdose. L'assunzione può essere di vario tipo. Esistono sostanze che si fumano, ma nella maggior parte dei casi abbiamo compresse che, tra l'altro, vengono assunte in contemporanea con altre sostanze e con l'alcol, con gli effetti che in questo modo si sommano. Alcune delle nuove sostanze psicoattive possono essere iniettate. Nel 2013 noi di Trento segnalammo il rischio di assunzione in vena di un collirio, il tropicamide.

Il Serd di Trento da almeno un decennio si occupa delle nuove sostanze psicoattive che periodicamente vengono introdotte nel mercato.

Dal 2012. E teniamo la situazione monitorata collaborando anche con l'Università di Hertfordshire e dal 2021 con l'Università di Trento. Inoltre con il laboratorio tossicologico dell'Azienda sanitaria provinciale andiamo a ricercare alcune delle nuove sostanze psicoattive. Già nel 2018 abbiamo iniziato gli esami tossicologici, quando di tali sostanze si parlava solo all'estero. Nel 2024 abbiamo aderito al Piano di emergenza nazionale emanato dal Ministero riguardo al fentanyl. In Trentino sono state da noi rilevate situazioni isolate: nel 2023 5 positività su quasi 400 analisi. Si trattava di persone su cui avevamo sospetti relativi all'assunzione.

L'assunzione di queste droghe sintetiche potentissime e potenzialmente letali avviene scientemente? Le persone hanno idea dei rischi che corrono?

Fino a un certo punto c'è conoscenza della pericolosità delle sostanze, perché assistiamo ad una sorta di minimizzazione del rischio: di fronte ad assunzioni occasionali, magari solo per una sera e per divertirsi, le persone non si rendono conto di ciò che possono rischiare.

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