Sanità

Fugatti e Tonina ai primari: ecco come sarà il nuovo polo ospedaliero e universitario

La superficie ospedaliera sarà di 195.000 metri quadrati, con una capacità virtuale fino a 1.145 posti letto (tra degenze, DH, terapia intensiva e letti tecnici), oltre a 30 sale operatorie, 7 sale interventistiche e 11 endoscopiche, 10 ambulatori chirurgici e 210 ambulatori vari e per riabilitazione

TRENTO. Il futuro della sanità trentina passa dal nuovo Polo ospedaliero e universitario del Trentino (POUT), dall’istituzione dell’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino (ASUIT) e dal Piano delle attrezzature sanitarie. Tre pilastri di un percorso che la Provincia autonoma ha voluto condividere con i primari dell’Apss, protagonisti dell’incontro che si è svolto presso l’Auditorium del Centro Servizi Sanitari di viale Verona, alla presenza del presidente Maurizio Fugatti, dell’assessore alla salute Mario Tonina, del direttore generale dell’Apss Antonio Ferro, del dirigente generale Andrea Ziglio e del rettore dell’Università di Trento Flavio Deflorian.

“È stata riconosciuta la strategicità dell’opera, che prevede una figura commissariale: la linea è tracciata e dobbiamo essere fiduciosi”, ha dichiarato Fugatti, ricordando che l’obiettivo è “congiungere il nuovo ospedale con la facoltà di medicina e con il percorso dell’azienda sanitaria integrata territoriale”. Un progetto che, ha aggiunto, “richiede la collaborazione di tutti coloro che operano all’interno del sistema sanitario trentino” e che mira a “un servizio sanitario moderno, attrattivo e al servizio dei cittadini”.

Il futuro della sanità trentina al centro dell’incontro di Fugatti e Tonina con i primari

Parte il percorso di condivisione della sanità trentina del futuro: si è svolto al Centro Servizi Sanitari di viale Verona un incontro con i primari Apss dedicato alla presentazione del nuovo Polo ospedaliero e universitario del Trentino (POUT), al Decreto Legge istitutivo dell’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino (ASUIT) e al Piano delle attrezzature sanitarie. Sono intervenuti il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, l’assessore provinciale alla salute, politiche sociali e cooperazione Mario Tonina, il dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali Andrea Ziglio, il direttore generale dell’Apss Antonio Ferro con il consiglio di direzione e il rettore dell'Università di Trento Flavio Deflorian.

Tonina ha definito la nascita dell’ASUIT “un passaggio strategico per rafforzare l’integrazione tra sanità e università, migliorare la qualità dei servizi, attrarre nuovi professionisti e valorizzare le competenze esistenti”. L’assessore ha parlato di “un progetto unico in Italia”, fondato sulla collaborazione tra istituzioni e professionisti, che “vuole unire assistenza, formazione e ricerca”.

Il direttore generale Ferro ha confermato la tempistica: “Il 1° gennaio 2026 partirà la nuova ASUIT. Contiamo di completare la progettazione del nuovo polo ospedaliero nei primi mesi del 2026, per poi avviare la gara”. Ha inoltre presentato le nuove componenti del Consiglio di direzione Apss Rosa Magnoni e Denise Signorelli.

Deflorian ha evidenziato l’importanza del nuovo ospedale per lo sviluppo del polo medico universitario, mentre la vicecommissaria straordinaria Debora Furlani ha illustrato i numeri del progetto da 820 milioni di euro.

Il nuovo Polo ospedaliero e universitario del Trentino sorgerà su un’area di circa 15 ettari nella zona di via al Desert e rappresenterà un’infrastruttura strategica per l’assistenza, la didattica e la ricerca, in stretta sinergia con la Scuola di Medicina dell’Università di Trento. La superficie ospedaliera sarà di 195.000 metri quadrati, con una capacità virtuale fino a 1.145 posti letto (tra degenze, DH, terapia intensiva e letti tecnici), oltre a 30 sale operatorie, 7 sale interventistiche e 11 endoscopiche, 10 ambulatori chirurgici e 210 ambulatori vari e per riabilitazione.

La progettazione tiene conto di un approccio orientato alla sostenibilità ambientale (“green hospital”) e alla flessibilità strutturale. Il complesso, al quale confluiranno le strutture dell'ospedale S. Chiara, altri presidi come il poliambulatorio Crosina Sartori, l'ospedale Villa Igea, la Banca del sangue, comprenderà inoltre: un polo didattico (10-15.000 m²) e un futuro polo della ricerca; una centrale tecnologica da 6.100 m²; un nido aziendale e spazi per funzioni sanitarie non ospedaliere; oltre 3.000 posti auto, di cui più della metà interrati. 

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