Giustizia

A processo per la morte del notaio: chiesto oltre un milione di risarcimento

Si sono costituiti parte civile la moglie della vittima, le figlie, il fratello, il nipote e la compagnia assicurativa. Rinviata a giudizio la donna che era al volante della vettura contro cui si è schiantata la moto della vittima

L'INCIDENTE Mortale nella galleria di Martignano
 

TRENTO. A due anni dalla scomparsa del notaio Donato Narciso, il gup Gianmarco Giua ha rinviato a giudizio la donna che era al volante della vettura contro cui si è schiantata la moto della vittima. Si apre dunque il processo per l'automobilista, a cui è contestato il reato di omicidio stradale.

Si preannuncia una battaglia sulle consulenze, in particolare su un punto: la velocità. Il pubblico ministero, all'indomani dell'incidente, aveva disposto un accertamento tecnico non ripetibile avvalendosi della consulenza dell'ingegner Mattia Gremes, incaricato della ctu. L'analisi ha riguardato la moto, in particolare la centralina che registra i dati del mezzo. L'impatto, come è emerso, è avvenuto quando la dueruote era in decelerazione: sull'asfalto erano rimasti i segni del disperato tentativo di frenata del notaio.

La vittima non era dunque riuscita ad arrestare il mezzo. Ma per i consulenti tecnici delle parti offese la velocità non ha avuto alcuna incidenza nella dinamica dell'incidente. Anzi, sarebbe stata l'automobilista a non aver controllato bene il tratto di strada retrostante quando ha iniziato il sorpasso. Si chiarirà in dibattimento sia il fattore velocità, sia se la conducente dell'auto sia responsabile o meno delle omissioni contestate.

In quella tragica mattina dell'11 ottobre 2023 il notaio Donato Narciso stava percorrendo la statale della Valsugana in sella alla sua Ducati Multistrada V4, diretto nel suo studio a Borgo Valsugana. Poco dopo aver imboccato la galleria di Martignano, verso Pergine, si è scontrato con una Citroen C1, condotta da una donna. Per l'uomo non c'è stato più nulla da fare: è morto sul colpo. Narciso, come è emerso dagli accertamenti, era in fase di sorpasso avendo visto davanti a sé un autoarticolato che procedeva lungo la corsia di marcia.

Alle spalle del tir stava viaggiando la Citroen C1, che a sua volta aveva iniziato la manovra di sorpasso del mezzo pesante. La Ducati del notaio aveva impattato violentemente contro la parte posteriore della fiancata sinistra della vettura. La conducente è assistita dall'avvocato Paolo Mazzoni.

Si sono costituiti parte civile la moglie della vittima, le figlie, il fratello, il nipote e la compagnia assicurativa. La richiesta complessiva di risarcimento danni supera il milione di euro. Donato Narciso aveva 56 anni. Si era trasferito in Trentino dalla natia Campania al pari del fratello Flavio per esercitare la professione notarile.

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