Raggirano l'anziana parente, via oltre un milione di euro: imputati marito e moglie
Secondo quanto delineato dall'accusa, i due, anche dopo la sentenza irrevocabile, avevano continuato a vivere nella villa della vittima, malata da diversi decenni, approfittando della sua fragile condizione di salute per mettere le mani sui suoi risparmi. Nel frattempo, negli ultimi anni, la stessa è venuta a mancare
TRENTO. Avevano già fatto i conti con la giustizia nel 2015 con una condanna di 2 anni e 6 mesi di reclusione e un risarcimento di quasi 1.300.000 euro per aver raggirato un'anziana parente. Eppure la coppia di sessantenni, famigliari della vittima, sono tornati a rispondere delle loro azioni davanti al tribunale del capoluogo, coinvolti in un nuovo procedimento a loro carico. Questa settimana si è svolta un'ulteriore udienza, in sede penale, del processo che li vede imputati entrambi per circonvenzione di incapace, di sequestro di persona e resistenza a pubblico ufficiale.
Secondo quanto delineato dall'accusa, i due, anche dopo la sentenza irrevocabile, avevano continuato a vivere nella villa della vittima, malata da diversi decenni, approfittando della sua fragile condizione di salute per mettere le mani sui suoi risparmi. Nel frattempo, negli ultimi anni, la stessa è venuta a mancare.
Stando alle ricostruzioni della Procura, all'anziana sarebbe stata sottratta una cifra pari a oltre un milione di euro, considerando anche i movimenti bancari e i prelievi dal suo conto corrente, la maggior parte ingiustificati. Non solo. Ad aggiungersi anche un contratto di affitto di un terreno, sempre di proprietà della vittima: il canone stabilito non solo sarebbe stato al di sotto di quello previsto dal mercato, ma la coppia avrebbe corrisposto una somma inferiore rispetto a quanto pattuito, saltando anche il pagamento di alcune mensilità.
Nonostante dal 2014 fosse stato nominato un amministratore di sostegno, a partire dal 2011 i due avrebbero continuato a sottrarre denaro, non soltanto, come accennato, attraverso prelievi ingiustificati - diverse le operazioni registrate, anche ravvicinate - e versamenti dal suo conto corrente, ma anche non rispettando il pagamento del risarcimento stabilito dal giudice.
Nel 2011, per esempio, erano stati prelevati - secondo la Procura senza reale giustificazione - più di 88mila euro ed effettuati versamenti a favore del conto corrente di lui, per più di 71mila euro. A questo, però, si è aggiunta un'ulteriore questione. La coppia avrebbe impedito l'accesso nell'abitazione a un consulente nominato per la perizia per la tutela dell'immobile e del terreno di proprietà dell'anziana e anche al suo amministratore di sostegno che quindi non sarebbe riuscito a vedere la sua assistita perché ostacolato da entrambi. stando agli atti, il tutto per evitare le visite, facendo in modo che nessuno potesse entrare in contatto con la donna.
Alle numerose email inviate, marito e moglie avrebbero sempre risposto con dei "rigetti", firmandole con delle impronte digitali rosse. Nello specifico, i fatti contestati risalirebbero a fine 2021. Dal canto loro, i due imputati si dichiarano innocenti, negando le accuse che sono state mosse nei loro confronti. La loro posizione verrà chiarita in aula nel corso del processo. F.C.