Sanità

Stop ai prelievi, Cgil all’attacco: «Anziani e soggetti fragili lasciati soli»

L’accusa dello Spi del Trentino: «Dietro la formula “guasto informatico” si nasconde una conseguenza ben più grave. Il blocco dei sistemi che ha fermato i prelievi e rallentato le attività ospedaliere non è stato solo un disservizio tecnico, ma un colpo per chi dipende dalla continuità delle cure»

LO STOP Anche oggi tutto fermo
 

TRENTO. La Cgil va all’attacco dopo lo stop ai prelievi. Dietro la formula “guasto informatico” si nasconde, secondo lo Spi Cgil del Trentino, una conseguenza ben più grave: anziani e persone fragili rimasti senza risposte. Il blocco dei sistemi che ha fermato i prelievi e rallentato le attività ospedaliere non è stato solo un disservizio tecnico, ma un colpo per chi dipende dalla continuità delle cure. A denunciarlo sono la segretaria generale Claudia Loro e Gianna Colle, che segue il settore: «Non vorremmo fosse la punta di un iceberg. In ogni caso non è comprensibile come non si sia attivato un piano B a tutela dell’utenza più fragile».

Per il sindacato è incomprensibile che, in un sistema sanitario che si proclama moderno e digitalizzato, il blocco di un software paralizzi l’intera filiera. «Nessuna corsia preferenziale per i pazienti fragili, nessuna comunicazione chiara e tempestiva», osservano. A restare esclusi per primi, spiegano, sono stati gli anziani meno avvezzi a email e portali online, soprattutto chi non dispone di un caregiver “digitale” al fianco.

A pagare il prezzo del disservizio sono stati anche i caregiver: figli, coniugi e familiari che hanno chiesto permessi dal lavoro, organizzato trasporti e accompagnato i propri cari ai punti prelievo, trovando poi porte chiuse e rinvii incerti. «Un guasto può accadere – sottolinea lo Spi – ma l’assenza di soluzioni alternative è una responsabilità organizzativa e politica, non tecnica. Se basta un blackout informatico per interrompere cure essenziali, il problema è il modello».

Proprio sul modello di sanità territoriale il sindacato aveva chiesto un confronto con l’Asuit e con le direzioni dei distretti, per fare il punto su PNRR, Case di comunità, Ospedali di comunità, Case di riposo, Consultori e domiciliarità delle cure, in vista delle scadenze dei prossimi mesi. Un incontro inizialmente concesso e poi cancellato. «Il Distretto di Trento lo ritiene superfluo perché c’è già stato un confronto di comparto – spiegano Loro e Colle – ma lì si parla di organizzazione e personale. I nostri temi riguardano la contrattazione sociale. O sono assorbiti dai problemi informatici, o sono allergici al confronto».

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