Valdastico, la Lega all’attacco: mozione per l’uscita a Trento sud. Segnana: "E' necessaria"
Dopo il question time si è aperto il confronto in Consiglio sulla proposta leghista che rilancia l’uscita a sud del capoluogo. Nel mirino della Lega lo stop all’ipotesi Rovereto, le responsabilità attribuite alla minoranza e il nodo della sicurezza stradale, con particolare riferimento agli incidenti sulla Valsugana e alla strategia infrastrutturale del Trentino
IL NODO Valdastico a Trento sud, per farla serve una legge
LA SVOLTA Fugatti: «Valdastico con uscita all'Acquaviva. Ma non si passa dalla Valsugana»
TRENTO. Avviata in Consiglio provinciale la discussione sulla mozione presentata dalla Lega a favore dell’uscita della Valdastico a Trento sud, dopo la conclusione del question time.
A illustrare il testo è stata Stefania Segnana, prima firmataria insieme a Roberto Paccher. Secondo Segnana, la mozione nasce dall’ostruzionismo della minoranza, definito immotivato, che avrebbe impedito l’ipotesi di uscita a Rovereto. Un blocco che, a suo avviso, ha rallentato un’infrastruttura di cui si discute da oltre sessant’anni.
Nel suo intervento Segnana ha ribadito come la Valdastico venga considerata dalla Lega un’opera strategica, sia per il ruolo nelle comunicazioni europee sia per la sicurezza stradale. In questo contesto ha richiamato i dati sugli incidenti in Trentino, sostenendo che la situazione sia in peggioramento, in particolare lungo la statale della Valsugana (SS47), indicata come l’asse che trarrebbe i maggiori benefici dalla realizzazione dell’autostrada.
La consigliera ha quindi elencato le opere ritenute necessarie: la Valdastico, il tunnel di Tenna e interventi strutturali sulla SS47. A suo giudizio non sarebbe sufficiente puntare esclusivamente sulla ferrovia, pur riconoscendo gli interventi già effettuati dalla Giunta guidata da Maurizio Fugatti.
In chiusura, Segnana ha sottolineato la contraddizione che, a suo dire, emergerebbe nel dibattito politico: dopo il no della minoranza all’uscita su Rovereto, ipotesi presente nel programma di legislatura, ora arriverebbe anche il rifiuto del sindaco di Trento all’uscita a sud del capoluogo, nonostante una proposta alternativa avanzata dalla maggioranza.