Morte di Domenico, «criticità operative nel team di Napoli» contestate dal Dipartimento Salute della Provincia di Bolzano
La relazione sull'espianto del cuore inviata al Ministero muove critiche sulla procedura chirurgica e l’insufficiente materiale refrigerante
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BOLZANO. Durante l'intervento di espianto del cuore donato da un bambino altoatesino di 4 anni e destinato al piccolo Domenico Caliendo "sono emerse significative criticità operative a carico del team di prelievo di Napoli". E' quanto emerge da una relazione inviata lo scorso 18 febbraio dal dipartimento di Prevenzione Sanitaria e Salute della Provincia Autonoma di Bolzano al Ministero della Salute.
In particolare le contestazioni mosse riguardano la procedura chirurgica seguita, la dotazione tecnica incompleta (con insufficiente materiale refrigerante) e una incertezza in merito alla gestione dell'anticoagulazione (eparina).
Nel dettaglio dei rilievi mossi, al team chirurgico proveniente da Napoli si contesta quanto segue: in relazione alla procedura chirurgica seguita un drenaggio insufficiente durante la fase di perfusione, con conseguente massiva congestione di fegato e cuore, che ha richiesto un intervento correttivo emergente da parte del team di Innsbruck, che era l'altro team chirurgico coinvolto nell'espianto degli organi del donatore (oltre al cuore anche reni e fegato). Quanto alla dotazione tecnica incompleta il riferimento è a sacche e contenitori che sono stati forniti dal team di Innsbruck e dalla sala operatoria di Bolzano e alla quantità insufficiente di ghiaccio. Infine una gestione incerta dell'anticoagulazione (eparina).
Non solo. Nel documento del Dipartimento Salute della Provincia di Bolzano si contesta la circostanza che il feedback di follow up del centro di Napoli non sarebbe pervenuto tempestivamente. In particolare si legge che "attraverso il Cnt (Centro Nazionale Trapianti) in un primo momento l'esito del trapianto di cuore non era chiaro; in seguito è stato comunicato che il cuore sarebbe stato trapiantato e successivamente espiantato per disfunzione primaria dell'organo".
Nelle conclusioni del documento una precisazione che vuole delimitare il ruolo svolto dall'Azienda Sanitaria dell'Alto Adige. "L'Azienda Sanitaria dell'Alto Adige - si legge - non dispone di centro per trapianti autonomo ma svolge da molti anni con grande soddisfazione una attività di identificazione di potenziali donatori supportando nell'ambito del suo ruolo e responsabilità i team d'espianto dei centri trapianto. Di conseguenza non dispone di proprie procedure specifiche tecniche per il prelievo, conservazione e trasporto d'organi. Tali attività sono svolte in autonomia dai team chirurgici di prelievo di Eurotransplant e del Cnt, che operano seguendo gli standard internazionali previsti in ambito trapiantologico ed i rispettivi standard all'interno delle strutture ospedaliere altoatesine, in particolare presso l'ospedale provinciale di Bolzano".