Il caso

Sara Pedri, cinque anni dalla scomparsa. E di lei non c'è ancora traccia

L'auto della giovane ginecologa era stata trovata vicino al ponte di Mostizzolo. Mai rinvenuto il corpo

RIPRESE LE RICERCHE I vigili del fuoco di nuovo in azione sul lago di Santa Giustina
IL RISARCIMENTO L’Azienda sanitaria pagherà 240mila euro di risarcimento a Saverio Tateo
LA SENTENZA Il fatto non sussiste, due assoluzioni

IL PODCAST Sara Pedri, una storia sospesa

TRENTO. Sono passati cinque anni dalla scomparsa di Sara Pedri, la giovane ginecologa originaria di Forlì svanita nel nulla il 4 marzo 2021. Aveva 31 anni e lavorava tra Cles e Trento quando di lei si persero improvvisamente le tracce, lasciando familiari e investigatori senza risposte definitive.

Quella mattina all’alba la dottoressa spense il telefono cellulare dopo alcune ricerche su internet: tra queste compariva la dicitura «Mostizzolo, ponte». Poco dopo la sua auto, una Volkswagen T-Roc, venne ritrovata proprio nei pressi del ponte di Mostizzolo, sopra il lago di Santa Giustina, luogo tristemente noto per i gesti estremi di chi decide di lanciarsi nel vuoto.

Sara Pedri era arrivata in Val di Non nel novembre 2020. Destinata inizialmente all’ospedale di Cles, aveva preso in affitto un appartamento in zona. A causa della riorganizzazione sanitaria legata all’emergenza Covid era però stata presto trasferita nel reparto di ginecologia dell’ospedale Santa Chiara di Trento, dove aveva iniziato il suo lavoro tra nuove responsabilità e un ambiente professionale complesso.

Nei giorni scorsi sono riprese anche le ricerche nella zona del lago di Santa Giustina. I vigili del fuoco stanno perlustrando sia la riva sia lo specchio d’acqua con gommoni, approfittando del livello particolarmente basso del lago in questo periodo dell’anno, prima dell’inizio dello scioglimento della neve in montagna. Un momento ritenuto favorevole per verificare aree normalmente sommerse.

Da quel 4 marzo 2021 la giovane dottoressa non è mai stata ritrovata. Nel tempo le indagini hanno cercato di ricostruire gli ultimi movimenti e il contesto lavorativo in cui operava, mentre la famiglia continua a chiedere verità su una vicenda che, a cinque anni di distanza, resta ancora senza risposte.

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