Torna l'allarme processionaria in Trentino: segnalazioni e nidi avvistati
L’insetto, i cui micropeli possono provocare irritazioni anche gravi, è favorito dagli inverni miti e dal cambiamento climatico. Le autorità invitano i cittadini a segnalare la presenza dei nidi per consentire gli interventi
TRENTO. Le segnalazioni stanno arrivando da diverse zone del Trentino e sui pini iniziano a comparire i tipici nidi bianchi della processionaria. Con l’avvicinarsi della primavera cresce l’attenzione per questo lepidottero che, se disturbato, può provocare forti irritazioni alle mucose di persone e animali domestici a causa dei suoi micropeli urticanti. L’insetto colpisce soprattutto esemplari di pino nero e pino silvestre più deboli. In condizioni normali la sua presenza può avere anche un ruolo naturale nell’equilibrio del bosco, ma il problema nasce quando i nidi diventano numerosi e si trovano in aree frequentate o vicino ai centri abitati. Una delle soluzioni indicate dai tecnici forestali è la progressiva sostituzione dei pini con specie a latifoglia. Molti pini presenti oggi sul territorio furono infatti introdotti in modo massiccio dopo la seconda guerra mondiale come specie transitoria per ricostruire il sottobosco. In diversi casi il successivo ritorno alle specie originarie non è avvenuto e molte piante sono ormai a fine ciclo vitale, condizione che favorisce l’attacco della processionaria. L’eliminazione dei nidi avviene senza l’uso di fitofarmaci, come previsto dalla normativa, attraverso interventi meccanici che prevedono il taglio dei rami e la distruzione dei nidi, generalmente situati a circa sette metri di altezza. L’operazione andrebbe effettuata durante l’inverno, quando gli insetti restano all’interno delle strutture. In questa fase è importante anche la collaborazione dei cittadini, che possono segnalare la presenza di nidi all’Azienda forestale al numero 0461 889740. Tra i metodi di contrasto figurano anche la lotta biologica con l’utilizzo di un batterio che agisce sulle larve mentre si nutrono degli aghi di pino, le fasce meccaniche applicate ai tronchi per bloccare la discesa delle larve e l’endoterapia, che prevede iniezioni di insetticida alla base degli alberi. Quest’ultima soluzione è efficace ma comporta costi elevati per ogni singolo esemplare. In queste settimane l’attenzione resta alta: l’inverno mite non ha disturbato i nidi e le larve stanno iniziando la migrazione verso il terreno dove si incrisalidano. Il fenomeno può essere amplificato dal fatto che più generazioni dell’insetto possono rimanere nel suolo per anni, provocando in alcune stagioni vere e proprie esplosioni di nidificazioni. Anche per la processionaria, come già accaduto con il bostrico, il cambiamento climatico sta favorendo una diffusione sempre più ampia e a quote più elevate.