In Regione cresce la popolazione ma è crisi di nascite: nuovo record negativo di denatalità
I dati del censimento 2024 segnano un aumento dei residenti in entrambe le province autonome, trainati però dai flussi migratori. La componente straniera si conferma il principale fattore di ringiovanimento demografico
TRENTO. La popolazione del Trentino-Alto Adige continua a crescere, ma lo fa sfidando un nuovo record negativo di denatalità. Secondo i dati del Censimento Istat al 31 dicembre 2024, i residenti in Regione sono in aumento in entrambe le province autonome, trainati dai flussi migratori.
In Trentino, la popolazione ammonta a 546.573 residenti (+1.404 rispetto al 2023). A compensare il calo naturale è il saldo migratorio positivo. Preoccupa il dato sulle nascite: con soli 3.748 nuovi nati si tocca un nuovo minimo storico.
L'età media sale a 46 anni, con Vignola-Falesina comune più giovane e Palù del Fersina più anziano. Gli stranieri sono 47.854 (8,8% del totale), provenienti soprattutto da Romania, Albania e Marocco. In Alto Adige, i residenti salgono a 539.679 (+2.146).
Anche qui si registra un record di denatalità con 4.537 nati (-158 sull'anno precedente). L'età media, pur restando più bassa di quella trentina, sale a 44 anni. Velturno e Ponte Gardena si confermano i centri più giovani, mentre Predoi e il capoluogo Bolzano i più anziani.
La componente straniera incide per il 10,7% (57.884 persone), con Albania, Germania e Pakistan come principali Paesi di origine. In entrambe le province, la distribuzione territoriale vede una forte concentrazione nei capoluoghi: Trento ospita il 21,7% della popolazione provinciale, mentre Bolzano il 19,7%.
In tutto il territorio regionale, la componente straniera si conferma il principale fattore di ringiovanimento demografico.