Lavoro in Trentino, aumentano i contratti ma i sindacati avvertono sui rischi
Dati positivi in Trentino nei primi due mesi dell’anno. Cresciute le assunzioni anche nel manifatturiero. Calano le cessazioni. Tengono anche le stabilizzazioni. Per Cgil Cisl Uil “ora pesa l’incertezza provocata dal conflitto in Medioriente. Le prossime settimane decisive per misurare la tenuta dell’occupazione”
TRENTO. Nei primi due mesi dell’anno il mercato del lavoro in Trentino mantiene un andamento positivo. Secondo i dati amministrativi raccolti da Agenzia del Lavoro, a febbraio le assunzioni sono cresciute del 3,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il saldo tra attivazioni e cessazioni resta favorevole: tra gennaio e febbraio si registrano 2.487 attivazioni nette, contro le 1.625 del primo bimestre dello scorso anno.
A sostenere l’aumento dei nuovi contratti è soprattutto il terziario, in crescita del 4%, con un ruolo centrale dei servizi. In calo, invece, i pubblici esercizi, dove le attivazioni scendono del 3,4%. Segnali positivi arrivano anche dalla manifattura, che a febbraio registra un incremento delle assunzioni del 10,8%, contribuendo a rendere positivo il bilancio complessivo del primo bimestre. Nel secondario restano invece in difficoltà le costruzioni.
Sul fronte della qualità del lavoro crescono sia i contratti a tempo determinato, in aumento del 3%, sia quelli a tempo indeterminato, che segnano un +11,8%. Le stabilizzazioni calano però del 3%. Nel complesso i nuovi rapporti stabili passano da 4.313 a 4.598, con una crescita del 6,6%. Anche le cessazioni diminuiscono dell’1% su base annua.
Per Andrea Grosselli, Lorenzo Pomini e Annalisa Santin, rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil in Agenzia del Lavoro, i numeri confermano il buon andamento già registrato nel 2025, anno in cui la disoccupazione in Trentino ha raggiunto i livelli più bassi degli ultimi vent’anni. I sindacati invitano però alla prudenza: pesano l’incertezza internazionale, l’aumento dei combustibili, la crescita dell’inflazione e i segnali legati a cassa integrazione e contratti di solidarietà. Le prossime settimane, avvertono, saranno decisive per capire la tenuta dell’occupazione e del potere d’acquisto delle famiglie.