Alpini, Mauro Bondi all’Adunata di Genova: “Penne nere, dalle emergenze alla memoria storica”
Il direttore del Centro Studi Ana ricorda il contributo degli alpini nelle emergenze nazionali, dal terremoto del Friuli del 1976 alla nascita della Protezione Civile, rispondendo anche alle polemiche degli ultimi giorni (nella foto, scattata da Paolo Tagliente all'interno del palazzo Ducale di Genova, Mauro Bondi, a destra, mostra il libro verde degli Alpini agli avvocati trentini Luca Pontalti e Michele Busetti)
GENOVA. All’Adunata Nazionale degli Alpini di Genova 2026, Mauro Bondi, direttore del Centro Studi delle Penne Nere dell’Ana, rappresenta il cuore storico e sociale delle penne nere. In un contesto di festa e tradizione, Bondi ricorda il ruolo cruciale degli alpini oltre le polemiche: custodi di archivi, cori, fanfare e stampa, con un impegno concreto nelle emergenze nazionali.
Il grande cappello con la penna nera dell'artista di Segonzano presentato da un "inviato" di eccezione: Paolo Frizzi, presidente dell'Associazione Nazionale Alpini del Trentino
Genova, la scultura del trentino Egidio Petri ammiratissima sulla scalinata dedicata al Milite ignoto
l'Adunata non è solo festa, ma anche cultura e storia.
In effetti, noi ci occupiamo della parte storica, non solo delle Penne Nere. La festa va bene, ma non dimentichiamo il nostro ruolo sociale nella nazione e nella patria. Come Centro Studi, coordiniamo gli archivi, i cori, le fanfare e la stampa alpina. Ogni anno ricordiamo un evento importante. Quest’anno celebriamo i 50 anni della tragedia del Friuli: il terremoto del 1976 non solo vide gli Alpini in prima linea, ma portò alla nascita della Protezione Civile. Oggi la diamo per scontata, ma allora non esisteva. Nacque grazie all’ANA, con il presidente trentino Bertagnolli e Zamberletti, che coordinarono la ricostruzione. Non possiamo dimenticare questo capitolo della nostra storia recente.
È una parte che spesso la gente dimentica. A Genova non sono mancate polemiche in questi giorni, ma basterebbe citare questi eventi per spazzarle via.
Sì, le polemiche ci feriscono perché sembrano strumentali e cattive, ma noi andiamo avanti. Ricordiamo i caduti per aiutare i vivi. Il nostro impegno è noto agli amministratori: quando c’è bisogno, in città o nei paesi, e nelle tragedie, lì nessuno critica gli Alpini. Se non ci siamo noi, chi spalerebbe il fango? Avanti così!
Adunata degli alpini: i trentini sulle strade e nelle piazze di una Genova piena di folla
La manifestazione entra nel vivo e si prepara alla grande sfilata di domani, domenica 10 maggio. Settemila le penne nere dalla nostra provincia