Migranti in Trentino, sindacati in piazza contro il Cpr: "Necessario un nuovo modello di accoglienza"
Le sigle sindacali parteciperanno alla manifestazione di domani, chiedendo politiche di accoglienza diffuse e dignitose. L’obiettivo è valorizzare l’integrazione dei migranti, favorire l’ingresso nel lavoro e rafforzare la comunità trentina con una presenza attiva e riconosciuta
TRENTO. Domani pomeriggio, le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil parteciperanno alla manifestazione contro il Centro di Permanenza per i Rimpatri (Cpr) di Trento, ribadendo la necessità di un modello diverso di accoglienza in provincia. "Un modello diffuso di accoglienza è possibile e necessario – sottolineano i sindacati – che valorizzi l’integrazione dei migranti, il loro inserimento sociale e lavorativo e contribuisca a riconoscere l’apporto degli stranieri al progresso della nostra comunità".
Secondo Cgil, Cisl e Uil, investire sull’integrazione significa "garantire una crescente capacità di attrazione della provincia, nonché un maggiore senso di sicurezza per tutta la cittadinanza". I sindacati hanno ribadito che tutto ciò è realizzabile "se, invece di criminalizzare i cittadini di origine straniera, si gestiscono con lungimiranza i flussi migratori e si attuano politiche di accoglienza abbandonando logiche demagogiche che alimentano solo esclusione sociale ed emarginazione".
La manifestazione segue le richieste avanzate di recente alla Provincia da molte associazioni del mondo del sociale e dell’economia, riunite nell’iniziativa “Filiera trentina”. "Grazie alle politiche di integrazione, a un sistema di accoglienza dignitoso, all’investimento sull’apprendimento della lingua e della cultura italiana – affermano i sindacati – è possibile facilitare l’ingresso nel mercato del lavoro delle persone straniere, primo passo verso un pieno riscatto sociale e radicamento sul territorio".
I sindacati concludono sottolineando l’importanza di non dimenticare che "gli stranieri non sono solo braccia per le nostre fabbriche, i nostri campi e le nostre strutture ricettive, ma persone che hanno necessità di imparare la lingua, trovare una casa, vedere riconosciuta la possibilità di costruire un futuro migliore". La manifestazione di domani rappresenta, secondo Cgil, Cisl e Uil, un’occasione per ribadire l’impegno per un’accoglienza più inclusiva e partecipata sul territorio trentino.